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Il Ratto d’Europa: centrato l’obiettivo del “primo atto”

Dopo la settimana di incontri, attività e letture che ha dato il via a “Il Ratto d’Europa”, proseguono le iniziative del progetto. Un’idea ambiziosa curata da Claudio Longhi

MODENA. Dopo la settimana di incontri, attività e letture che ha dato il via a “Il Ratto d’Europa”, proseguono le iniziative del progetto. Un’idea ambiziosa e di ampia realizzazione quella de “Il Ratto d’Europa”, un lungo e articolato processo laboratoriale curato da Claudio Longhi per Emilia Romagna Teatro e Associazione Teatro di Roma, che ha trovato nella città di Modena e nelle sue istituzioni, enti e associazioni un terreno estremamente fertile, come sottolinea Pietro Valenti, direttore di Ert: «Per lavorare a questa iniziativa abbiamo pensato a questa città e a questo territorio: esiste un insieme di cittadini, come esiste una struttura che decide di lavorare su un progetto che richiede molte energie non soltanto dal punto di vista economico». La settimana inaugurale de “Il Ratto d’Europa” ha animato la città, dimostrando ancora una volta l’importanza e la forte rilevanza del teatro. Forti dell’adesione del pubblico e del supporto delle 58 associazioni, enti e istituzioni modenesi che hanno aderito al progetto, le attività proseguiranno fino al 9 maggio 2013, data in cui il Teatro Storchi ospiterà la messinscena finale: tutti i contribuiti forniti dalle attività laboratoriali e dalle iniziative che coinvolgeranno le scuole di Modena e Provincia e altre realtà del territorio verranno messi in scena in un allestimento costruito in questo modo dalla città e per la città. Il prossimo appuntamento sarà il 30 novembre presso il Collegio San Carlo di Modena con il “Sofista, mise en scene” la cui drammaturgia si ispira a una selezione di alcuni dei più noti e rilevanti testi di Platone fra cui Gorgia, Sofista e Protagora. Un bilancio sicuramente positivo per questa prima fase del progetto, unico nel suo genere e mai realizzato prima d’ora, che riflette un forte dinamismo e un grande fervore creativo da parte della popolazione modenese, come sottolinea lo stesso Roberto Alperoli, assessore alle Politiche Culturali, Turismo e Promozione della città di Modena, che ne enfatizza l’importanza e lo sforzo creativo, produttivo

e artistico: «Un progetto in cui la messinscena è importante, ma è solo marginale rispetto a tutto il percorso e il lavoro che si nasconde dietro. Un progetto che suscita forte entusiasmo per la scelta di coinvolgere soggetti diversi uniti in una creatività sociale che va sottolineata».

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