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Secchia e Panaro, paura ma le casse hanno tenuto

Campogalliano: 25 volontari hanno tenuto monitorato il fiume anche di notte. Pulizia degli argini vanificata dall’accumulo di tronchi sulle briglie. E a Pieve la Ss 12 chiude per l'esondazione dello Scoltenna

di Saverio Cioce

CAMPOGALLIANO

L’onda di piena è passata e le casse d’espansione hanno tenuto nonostante la valanga d’acqua sia stata superiore sul Panaro a quella del 2009.

È stato questo il messaggio ripetuto centinaia di volte da volontari e residenti che sono rimasti sugli argini a veder passare acqua e tronchi per tutta la notte.

A Campogalliano venticinque volontari della Protezione Civile si sono dati il cambio nel fango dei sentieri vicino alla grande muraglia in cemento che a poca distanza dai laghi Curiel dovrebbe fare da sentinella al Secchia. Un’altra settantina era già stata messa in preallarme ma non c’è stato bisogno di nessuna mobilitazione straordinaria. Anche il camion con la sabbaia, le pale e i sacchetti erano già pronti di fianco ai punti critici, il fiume è riuscito a passare. L’onda di piena, come una mandria in fuga, si è portata dietro migliaia e migliaia di tronchi, facendo registrare alle 18 di domenica pomeriggio un record di pessimo auspicio.

Ma cinque ore dopo l’acqua ha cominciato a scendere facendo tirare a tutti un sospiro di sollievo. «Ci siamo accorti subito che il peggio stava passando - ha detto il coordinatore dei volontari di Campogalliano, Andrea Gualdi - Questa volta gli sfioratoratori hanno funzionato a dovere. Resta il problema dei tronchi ma sull’asta del fiume la competenza esclusiva è dell’Aipo, a cui tocca la manutenzione. Gli enti locali ne sono esclusi».

Per l’Aipo, l’agenzia interregionale che ha assorbito le competenze del Magistrato per il Po, il colmo di piena del Secchia «si è assestato su livelli di moderata criticità, passando a mezzanotte a Ponte Alto a Modena a un’ altezza di 9,42 metri. In seguito è passata a Ponte Bacchello di Soliera attorno alle 4 di lunedì mattina a 10,45 metri. Il punto di maggiore criticità è stato registrato a Ponte samone con 2,30 metri alle 11 di domenica mattina e a Bomporto, ma in maniera meno problematica, quando alle 7 del 12 novembre con 9, 86 metri».

Nel fine settimana sono caduti in montagna e in pianura dai 12 ai 15 centimetri di pioggia ma l’allarme è rientrato nel giro di 24 ore. Da Modena a Campogalliano è bastato controllare l’altezza del Secchia tra Ponte Alto e Lesignana, dove tre anni la pressione e l’altezza dell’acqua fecero saltare i tombini. Questa volta il problema nasce dall’accumulo dei tronchi. «Potrei camminare anch’io sulle acque come è scritto nel Vangelo». La battuta amara del vecchio pescatore che rimane a guardare il mare di tronchi che si sono accumulati prima delle casse d’espansione traduce bene il sentimento d’impotenza che prende chi il fiume lo conosce da anni e lo segue giorno per giorno. E dire che quest’anno la pulizia degli argini ha funzionato, sia sul Secchia che sul Panaro. Finalmente sono stati tagliati gli alberi che ingombravano l’alveo, dopo anni di dimenticanza. E lo stesso discorso vale anche per il Panaro, dove a S.Damaso le nuove paratie mobili, dopo tante denunce a vuoto, sono state installate e hanno fatto il loro dovere rallentando le acque. Quanto al Tiepido ha funzionato anche la risagomatura del torrente, diventato con le piogge

un fiume in piena.

Chiusa intanto la statale 12 a Pievepelago a causa dell'esondazione del torrente Scoltenna. Lo comunica in una nota l'Anas, spiegando che il traffico viene provvisoriamente deviato sulla statale "dell'Abetone e del Brennero", con indicazioni sul posto.

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