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«Cultura per creare dialogo»

L’assessore Alperoli: progetto ambizioso che produce idee

“Il ratto d'Europa” è uno dei progetti più interessanti, intelligenti e ambiziosi che siano mai stati concepiti ed elaborati in questa città negli ultimi anni. Lo dico con assoluta convinzione.

Intanto, per il metodo (che è sostanza). Sono stati coinvolti, ad ora, più di 50 soggetti, tra associazioni, istituti culturali pubblici e privati, scuole. Il lavorare insieme per un obiettivo comune e condiviso, non è così scontato. Questa metodologia di lavoro crea relazioni nuove, arricchisce i soggetti coinvolti e arriva a un pubblico più esteso. Questo lavoro di tessitura, di relazione, di confronto, di interazione è prezioso: costruisce legame sociale e fa crescere (cambiare) tutti gli attori coinvolti. Con appuntamenti in tanti luoghi insoliti, inusuali, periferici, capaci di produrre una vitalità diffusa in tutta la città. Con un'idea di costruzione lenta e paziente, con un coinvolgimento capillare. È oggi soprattutto la cultura che prova a costruire relazioni, dialogo, scambio, in una realtà ferita e divisa. In una situazione di grande spaesamento, davanti alla grande paura che attraversa soprattutto l'Occidente, il dialogo è uno strumento essenziale di salvezza.

E poi il tema, l'Europa, cioè noi, la nostra identità geografica e umana. Ragionare su questo argomento in termini culturali è fondamentale. Soprattutto oggi, in cui si parla di Europa soltanto in termini economici e di mercato. L'incertezza in cui viviamo cancella sia il passato che il futuro. Dimenticando la ricchezza e i valori di questa nostra storia comune. Non c'è più niente di scontato nella parola “Europa”. C'è la storia, certo, ma il futuro di questa parola va indagato. A partire da ciò che questa parola significa nella nostra vita. Ed è assolutamente essenziale sapere che l'Europa è anche una grande realtà culturale.

“Il ratto d'Europa” è un progetto ambizioso anche perché ha l'obiettivo di riportare il teatro sulla scena sociale, pubblica, rifacendo del teatro un luogo centrale della socialità, della conoscenza, della crescita civica. E lo sta facendo in un modo che è insieme rigoroso e giocoso, approfondito e divertente. Un teatro che produce idee condivise, e le propone. Che racconta e fa riflettere sull'esistente e sul futuro. Che anima le parole e le idee.

Tutto questo può avvenire a Modena perché qui, da oltre trent'anni, il lavoro che è stato realizzato sul teatro è un lavoro serio, continuo, articolato, coinvolgente. Grazie ad Ert, dunque, che ha avuto questo coraggio.

E grazie a tutti gli attori, le associazioni, gli Istituti, che hanno accettato questa scommessa che è già, comunque, una vittoria dell'intelligenza. Mi piace concludere con un frammento di Novalis che traduce perfettamente,

a me sembra, lo spirito di questa impresa: “Cultura dell'entusiasmo (…) Il teatro è destinato a suscitare l'entusiasmo, a formare e raccogliere il cuore e l'anima”.

* assessore alla Cultura

del Comune di Modena

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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