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Poste, firmato l’accordo: ecco gli uffici da chiudere

Sono dieci e quasi tutti in montagna, “risparmiata” dai tagli la Bassa terremotata Le riduzioni dovevano essere 25. Per altri sedici uffici aperture a giorni alterni

Adesso è ufficiale. Le Poste chiuderanno dieci uffici postali mentre altri sedici subiranno un piano di razionalizzazione, nel senso che saranno aperti a giorni alterni. All'inizio della trattativa dovevano essere ben 25 gli uffici postali da chiudere e dieci quelli da razionalizzare. Con questo nuovo accordo tra i sindacati e la Direzione regionale di Poste Italiane, è stata scongiurata la massiccia chiusura, mentre sono aumentati gli uffici che serviranno il pubblico a giorni alterni.

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Adesso è ufficiale. Le Poste chiuderanno dieci uffici postali mentre altri sedici subiranno un piano di razionalizzazione, nel senso che saranno aperti a giorni alterni. All'inizio della trattativa dovevano essere ben 25 gli uffici postali da chiudere e dieci quelli da razionalizzare. Con questo nuovo accordo tra i sindacati e la Direzione regionale di Poste Italiane, è stata scongiurata la massiccia chiusura, mentre sono aumentati gli uffici che serviranno il pubblico a giorni alterni.

Il piano dovrebbe essere immediatamente esecutivo e nei prossimi giorni gli impiegati interessati potrebbero ricevere in anticipo il “regalo di Natale” da parte della Poste. Gli uffici postali da sacrificare in questa riorganizzazione sono in gran parte quelli della montagna, mentre si è cercato di salvaguardare quelli della Bassa modenese, specialmente nelle zone colpite dal sisma.

Queste le sedi destinate a chiusura: Benedello (Pavullo), Dogana Nuova (Fiumalbo), Montegibbio (Sassuolo), Rocchetta Sandri (Sestola), San Giacomo Maggiore (Montese), Sant'Anna Pelago (Pievepelago), Savoniero (Palagano), Pompeano (Serramazzoni), Vallalta (Concordia), Modena Est.

Questi invece gli uffici postali che lavoreranno a giorni alterni (alcuni già con la settimana corta): Barigazzo (Lama Mocogno) passa da tre giorni a 2, Gaiato (Pavullo) da due a uno, Gombola (Polinago) da tre a due, Maserno (Montese) dal turno unico a tre giorni, Monte Baranzone (Prignano) dal turno unico a 3 giorni, Piandelagotti (Frassinoro) da tre a due, Pigneto (Prignano) da tre a due, Portile (Modena) quattro giorni, Levizzano (Castelvetro) da tre a due.

A salvarsi dai tagli, almeno per il momento, le seguenti sedi interessate alla chiusura in un primo momento: Castellaro (Sestola), Ciano (Zocca), Cortile (Carpi), Fontanaluccia (Frassinoro), Fossa (Concordia), Gavello (Mirandola), Montecenere (Lama Mocogno), Motta (Cavezzo), Quarantoli (Mirandola), Riccò (Serramazzoni), Samone (Guiglia), San Biagio (San Felice), San Martino Spino (Mirandola), S. Antonio Mercadello (Novi), Varana (Serramazzoni), Vitriola (Montefiorino).

«Essere riusciti ad intavolare una trattativa sull'annunciata chiusura degli uffici postali sul nostro territorio- sottolinea Luciano Lugli, segretario provinciale della UilPost – ci ha permesso di ridurre notevolmente l'impatto negativo sia occupazionale che di servizi ai cittadini. Ora la vera sfida è sull'organizzazione del recapito».

Nicola Calicchio