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Chiese e sisma. Ornaghi: occorrono 330 milioni, ma ne abbiamo solo 7

Il ministro Ormaghi ha fornito i dati sul patrimonio storico e artistico al convegno a Palazzo Pio a Carpi. I fondi sono insufficienti

"La Direzione regionale per i Beni artistici dispone di sette milioni, di cui quattro in base alla legge 112/2012 e il resto da fondi autonomi del ministero, a fronte di un danno calcolato soltanto per le chiese di 330 milioni a causa del sisma'“: lo ha affermato il ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, intervenendo al convegno “A sei mesi dal sisma. Rapporto sui beni culturali in Emilia-Romagna” a Carpi. Ad oggi sono ben 366 i progetti pervenuti alla direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del ministero per realizzare opere di consolidamento o ricostruzione degli immobili colpiti dal terremoto. Di questi 366, l'87 per cento, ha già ottenuto risposta. Non mi pare un dato di poco conto”. Il sisma, ha ricordato il ministro, “ha colpito 2200 edifici tutelati e i nostri funzionari hanno realizzato il monitoraggio completo di circa 500 chiese. Le scelte tecnicamente motivate non erano mai facili nè potevano essere scelte da fare in un minuto. Questo è evidente. La linea che ho scelto è stata quella di ascoltare e comprendere gli interessi e i bisogni della colletività”. “Tra i dati positivi che possiamo registrare in questi sei mesi, come risultato della cooperazione fra i vari soggetti che sono intervenuti, vi è stato quello di impedire che l'emergenza si cronicizzasse. Mostrare che l'emergenza deve avere una fine è importante - ha sottolineato il ministro - perchè se si cronicizzasse l'emergenza ci troveremmo in situazioni complicate. Ciò significa che occorre tornare il più possibile alla ordinarietà cercando ovviamente di risolvere i problemi che restano”. Ornaghi ha poi evidenziato che “vi sono ancora grandi questioni, in parte risolte alcune non ancora risolte ma correttamente impostate, altre tuttora aperte sui cui deve convergere lo sforzo di tutti noi”, osservando che “un sisma come quello che ha ferito questo territorio è davvero

un evento in senso non retorico traumatico, per certi aspetti peggiore di un evento bellico”. “Qui, quel lavorare insieme per il bene comune, anche se mai facile, ha preso corpo”, ha continuato Ornaghi precisando che “la cooperazione deve essere perseguita con tenacia”.

Fonte: Agi

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