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I sindaci: «Subito i soldi contro le frane»

Vertice con i primi cittadini della montagna e la Provincia che propone una cabina di regia del Cimone per gli interventi

PALAGANO. La pioggia caduta in un solo week end qualche settimana fa ha letteralmente travolto l'Appennino; torrenti e canali esondati, strade e crinali smottati, viabilità in tilt, case allagate, asfalti divelti. Per fare il punto e avanzare richieste si sono riuniti ieri a Palagano i sindaci dei piccoli Comuni alla presenza del presidente della Provincia Emilio Sabattini, dell'assessore provinciale Stefano Vaccari e della responsabile della Protezione Civile provinciale Rita Nicolini ...

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PALAGANO. La pioggia caduta in un solo week end qualche settimana fa ha letteralmente travolto l'Appennino; torrenti e canali esondati, strade e crinali smottati, viabilità in tilt, case allagate, asfalti divelti. Per fare il punto e avanzare richieste si sono riuniti ieri a Palagano i sindaci dei piccoli Comuni alla presenza del presidente della Provincia Emilio Sabattini, dell'assessore provinciale Stefano Vaccari e della responsabile della Protezione Civile provinciale Rita Nicolini. I sindaci si sono concentrati soprattutto su alcuni punti fondamentali: occorre concentrarsi di più sulla salvaguardia del territorio, manca una corretta e costante manutenzione dei canali, un'adeguata regimazione delle acque che non violenti i corsi d'acqua, ma soprattutto manca, e qui pesa la scarsità delle risorse, una programmazione lungimirante degli interventi di consolidamento e messa in sicurezza. È stato il sindaco di Palagano Fabio Braglia ad avanzare la proposta di «chiedere alla Regione un fondo apposito» e Sabattini si è impegnato a fare da tramite nei confronti dell'ente regionale proprio per chiedere risorse e interventi mirati. La Provincia (che ha già finanziato interventi per 2,5 milioni) ha proposto anche una cabina di regia del Cimone che definisca gli interventi da finanziare con i soldi, appunto, della Protezione Civile. Luciana Serri, sindaco di Lama ha sottolineato «la scarsa manutenzione dei corsi d'acqua, il sistema fognario inadeguato e la scarsa pulizia dei fossati da parte deli agricoltori». Serri punta anche sulla «richiesta che la fiscalità raccolta in montagna resti in montagna». Il primo cittadino di Frassinoro, Gianni Fontana, ha insistito sulla necessità di lavorare «in sinergia e fare gruppo» , definendo priorità e puntando sulla programmazione. Anche Marco Bonucchi di Sestola ha invocato un «piano di seria manutenzione del territorio» e ha proposto di chiedere lo stato di calamità naturale. Giancarlo Cargioli di Riolunato ha sottolineato come questi problemi si trascinino da anni senza soluzione e il sindaco di Montecreto, Maurizio Cadegiani, oltre a ribadire l'entità dei danni nel suo Comune (200mila euro) ha sollecitato più fondi per la manutenzione ordinaria. «Non possiamo continuare a correre dietro le emergenze» ha aggiunto Corrado Ferroni di Pievepelago, «perché, così facendo, ci ritroviamo di fronte a danni sempre maggiori». Il sindaco di Prignano Mauro Fantini ha sottolineato come la montagna rappresenti «il 50% del territorio dell'intera provincia», area che va salvaguardata con risorse «che devono restare in Appennino» e con una «collaborazione maggiore con privati e agricoltori». Il vicesindaco di Montefiorino, Maurizio Paladini, e il sindaco di Fanano, Lorenzo Lugli, hanno evidenziato le criticità delle loro zone e Alessio Nizzi di Fiumalbo ha riportato la conta dei danni, circa 300mila euro. Naturalmente è stato anche sottolineato come, con la riforma degli enti locali, cambieranno gli interlocutori per i Comuni. (c.b.)