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Il ministero blocca il gas e Erg si ritira

San Felice. Da Roma arriva lo stop definitivo anche per le trivellazioni a Rivara, il colosso genovese esce dalla società

SAN FELICE. Due annunci arrivati in poche ore; il dubbio se vi sia una correlazione diretta resterà insoluto, ma il risultato è evidente: la travagliata vicenda sullo stoccaggio gas di Rivara dovrebbe essere, questa volta, davvero chiusa.

I primi sentori che le granitiche certezze di Erg Rivara Storage stessero traballando si avevano da alcune settimane, ossia da quando era stata interrotta la collaborazione con B&T Consult, la società di comunicazione in cui lavora Enrico Tagliaferri, storico portavoce e mediatore del progetto. Poi, ieri mattina, prima dell’apertura delle borse ecco la prima, imprevista comunicazione di Erg.

«Erg rende nota la decisione di uscire dal progetto per la realizzazione di uno stoccaggio di gas naturale a Rivara - si legge nella nota - Erg, entrata nel progetto nel 2008 attraverso una partnership con la società inglese Independent Resources, aveva acquisito una quota di minoranza nella joint venture Erg Rivara Storage. Ai fini dell’uscita di Erg dalla compagine della joint venture, i soci hanno raggiunto un accordo transattivo di reciproca soddisfazione ai sensi del quale la joint venture modificherà la propria denominazione da Erg Rivara Storage in Rivara Gas Storage».

Ma perché la famiglia Garrone esce di scena? Ci sono sicuramente strategie societarie modificate nell’ultimo periodo (la scelta di rinunciare al rigassificatore in Sicilia ha fatto decadere la necessità di avere un sito dove stoccare poi il gas), ma sono soprattutto le difficoltà riscontrate nell’iter autorizzativo ad aver fatto desistere Erg. Un ulteriore motivo potrebbe però collegarsi alla comunicazione che di lì a qualche ora il ministero dell’Ambiente invierà ai sindaci: il procedimento sullo stoccaggio è chiuso. E nonostante la Via abbia continuato a ribadire la necessità di trivellare per avere certezze progettuali, gli uffici del ministro Clini hanno deciso in senso opposto, adeguandosi al diniego posto dal ministero dello Sviluppo Economico e della Regione.

«Per effetto dell’emanazione da parte del ministero dello Sviluppo Economico - scrive il direttore generale Mariano Grillo - del provvedimento di rigetto dell’istanza, sono venuti meno i necessari prosupposti alla base del procedimento avviato. E non avendo pertando il medesimo più ragion d’essere, si comunica alle amministrazioni e alla società proponente che, in aderenza al principio di non aggravio del procedimento, non si darà ulteriore corso al procedimento. Per tali motivazioni non saranno pertanto emanati ulteriori provvedimenti correttivi/integrativi del decreto, pur avendo la commissione tecnica Via e Vas ritenuto di completare il supplemento di istruttoria tecnica».

In sostanza il ministero dell’Ambiente conferma la compatibilità ambientale, limitatamente agli accertamenti, ma visto che ministero dello Sviluppo Economico e Regione hanno posto il loro diniego, gli uffici si adeguano e chiudono la vertenza, lasciando decadere le indicazioni della Via e bloccando di fatto l’iter progettuale.

Cala il sipario, così sembrerebbe, anche se sullo stoccaggio gas ancora incombe il ricorso proposto dall’allora

Erg Rivara Storage al Tar per contrastare le motivazioni che avevano portato la Regione a negare l’intesa con i ministeri. Solo quando arriverà la sentenza del tribunale di gas, forse, non se ne sentirà più parlare.

@francescodondi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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