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San Giovanni, folla per la riapertura

Spilamberto. Ieri chiesa gremita dopo due anni di restauro Mancano però 80mila euro per coprire i costi dei lavori

SPILAMBERTO. In tanti ieri alla prima messa dopo due anni nella chiesa di San Giovanni, la più grande e antica della città, dove sono ritornate le funzioni religiose, dopo quasi due anni di restauri al campanile e agli interni. Trecentomila euro il costo dell'opera di cui restano da coprirne ancora circa 80mila. Eretta nel 1210 su volere del vescovo di Modena faceva parte della parrocchia di San Vito; solo nel 1628 diventa parrocchia autonoma. Inizialmente molto più piccola viene ristrutturata nel XVIII secolo, mentre agli inizi del Novecento un altro grosso intervento toglie tutti gli affreschi che c'erano e li sostituisce con dei nuovi. Il restauro di questi due anni, oltre a consolidare il campanile danneggiato da anni di intemperie, ridona luce nuova a queste opere, frutto della mano dell'artista modenese Andrea Valli; sue sono anche diverse tele esposte e un rifacimento dell'Ultima Cena dietro l'altare maggiore dove i volti degli apostoli ritraggono alcuni spilambertesi noti d'inizio secolo. Il ritorno delle funzioni non significa tuttavia che il ripristino

sia concluso: servono ancora 80mila euro per coprire le spese del restauro. Prossima tappa intanto mercoledì sera alle 20,30 con un viaggio alla scoperta dei tesori di San Giovanni, guidati dal progettista e dal restauratore, Andrea Bergamini e Sergio Macchitelli.

Andrea Minghelli

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