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Il Sofista, analisi del rapporto verità-opinione

Diretto da Longhi, da venerdì al San Carlo il lavoro che si rifà ad alcuni dialoghi di Platone

MODENA. La conoscenza, il rapporto tra verità e opinione, questo è il tema dello spettacolo “Il Sofista”, in scena venerdì e sabato alle 21, e domenica alle 16 al Teatro S. Carlo.

“Il Sofista”, per la regia di Claudio Longhi, (che con Ert sta curando anche il progetto “Il Ratto d'Europa”, di cui fa parte), su testi scelti da Carlo Aldini, mette in scena materiali tratti da alcuni dialoghi di Platone. Il lavoro nasce dalla collaborazione tra Ert Fondazione e la Fondazione S. Carlo.

«La collaborazione con il San Carlo, di grande prestigio, si è sviluppata negli anni - spiega Pietro Valenti, direttore di Ert - Emergono anche qui alcune linee del nostro percorso che è lavorare con i giovani attori, con i giovani registi, investendo su quello che sarà il futuro del teatro in questa città. Spesso ci dicono “ma gli attori non sono conosciuti”. Io credo che invece quando i progetti sono progetti e non sono solo messe in scena, sia importante la qualità del lavoro che si mette in campo, al di là del nome».

«Da questo punto di vista - aggiunge Longhi - uno degli obiettivi del progetto di cui parliamo è anche quello di creare una consuetudine tra la comunità e gli attori. Credo che oggi la figura dell'attore debba andare nella direzione di acquisire riconoscibilità, che è molto diverso dal fatto di essere semplicemente famoso. Nella cultura teatrale contemporanea del teatro di regia, l'attore è stato messo spesso in un ruolo subalterno. Credo che questa stagione produttiva e artistica sia finita ormai, e credo che sia necessario che risorga un'altra figura di attore, che si rimpossessi di una sua centralità nell'esperienza di palcoscenico e di rapporto con la comunità. Un attore che sia in grado di maneggiare anche materiali come questo di Platone, perché ci vogliono attitudini concettuali e una capacità di metabolizzazione di altra natura rispetto a prima».

Lo spettacolo attinge a testi relativi all'antichità del mondo greco, ma abbraccia temi che hanno una stretta attinenza con la realtà contemporanea. «È un lavoro che attraverso gli strumenti della filosofia e del teatro mira a ridiscutere alcune questioni chiave del nostro dibattito contemporaneo - illustra Carlo Aldini - cercando di uscire dalle mode e rompendo la crosta del conformismo culturale che ci impedisce di vedere cosa c'è fuori dalla folla. L'idea del Sofista è di riflettere sulla necessaria distinzione tra cosa sia opinione, che non si chiede le ragioni del proprio pensiero, ma va solo alla ricerca del consenso, e cosa sia ricerca della verità».

«Questo tema ha poi una sua specifica ricaduta di natura teatrale - interviene Longhi - “Il Sofista” per me significa avere la possibilità di far dialogare il teatro con qualche cosa che fa parte del teatro ma al tempo stesso lo trascende. Dico fa parte del teatro perché si è spesso insistito sul peso che i dialoghi platonici hanno avuto nella storia della drammaturgia occidentale. D'altra parte dico che eccede la dimensione teatrale perché poi nella cultura occidentale la filosofia e il teatro si sono ritagliati spazi diversi. Credo che sia arrivato il momento di aprire delle porte di collegamento tra questi due aspetti della cultura. Aggiungo anche una chiosa, riguardo l'inserimento di questo percorso dentro il progetto

del Ratto d'Europa nella sua ricerca delle radici europee; fondamentalmente il pensiero platonico è un po' anche la cellula germinativa della cultura europea. Se esiste un'identità culturale europea, sicuramente Platone e Socrate hanno avuto un peso determinare nel delinearne il perimetro».

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