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È una corsa contro il maltempo per le cittadelle dell’emergenza

Mirandola. Sono 250 i moduli abitativi già arredati che dovrebbero essere consegnati entro Natale Quattro “new town” ma sono da realizzare anche le reti idriche. Ospiteranno circa 600 persone

MIRANDOLA. Un new town, un nuovo quartiere per l’emergenza. Per chi non ha trovato ancora una sistemazione provvisioria in attesa, un giorno, di poter rientrare nella propria casa.

Moduli abitativi che stanno prendendo forma alle porte di Mirandola. Il problema casa che tocca tante famiglie è ancor più evidente con l’arrivo del maltempo e l’avanzare dell’inverno. Anche se a Mirandola la zona rossa si è considerevolmente ridotta negli ultimi mesi e molti sono rientrati nelle proprie abitazioni. Tanti infatti non sono stati così fortunati. Dopo averli sistemati in ricoveri di emergenza (tendopoli prima ed alberghi poi) l'amministrazione comunale, in accordo con la Regione, ha pensato di collocare i senza tetto in moduli abitativi provvisori. Una strategia che dovrebbe venire incontro a molte necessità, prima tra tutte mantenere i domicili degli sfollati vicino ai rispettivi luoghi di lavoro. Molti i punti della cittadina che sono stati momentaneamente trasformati in villaggi abitativi. Il maggior numero di moduli si trova presso via Mazzone, un'area che conta circa 130 strutture. Altri punti della città che ospitano una quantità importante di casette sono le zone di via Giolitti - dove già erano stati collocati alcuni container di aziende - e di via 29 Maggio (che viene inaugurata oggi). «Ciascuna delle due aree ospita circa 40 moduli, per un totale che si aggira intorno agli 80 prefabbricati temporanei - spiega l'assessore alla Qualità Urbana Sauro Prandi - Un'altra ventina di moduli si trova presso la frazione di Cividale ed altri ancora in via Tucci. Sono quindi circa 250 i moduli abitativi provvisori presenti sul territorio del Comune. Si è deciso di edificarli in seguito ad un bando che la Regione ha pensato per tutto il cratere. Si tratta di moduli già attrezzati e già arredati». Circa 600 saranno le persone ospitate complessivamente nelle casette. In tutto 200 famiglie smistate in circa 250 casette. Ma in realtà si è pensato bene di tenere a disposizione una cinquantina di moduli in più. Le condizioni di alcuni degli sfollati infatti sono in divenire ed un certo numero di nuclei famigliari si trova in una situazione che deve ancora essere definita. «I numeri sono quelli che abbiamo concordato con la Regione in relazione ad una domanda che per definizione è movibile - aggiunge Prandi - ci sono ancora persone che avevano prenotato, ma fortunatamente il lavoro di ripristino delle loro abitazioni sta accelerando. In questo senso il numero di richieste è diminuito rispetto a mesi fa». Entro la fine di dicembre dovranno essere consegnati i lavori e per il momento nessuna struttura ospita ancora gli sfollati. Tutti i terreni occupati sono di proprietà del comune od in alcuni casi espropriati secondo le procedure regionali. «Tre sono state le emergenze che il Comune ha affrontato - conclude Prandi - la prima era quella che aveva interessato i giorni immediatamente successivi

al terremoto, superata principalmente grazie alla Protezione Civile. La seconda è stata quella delle scuole. Quella dei moduli provvisori è la terza emergenza. Per garantire la sintonia di coloro che abiteranno così vicini saranno necessarie pazienza e buona volontà da parte di tutti».

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