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L’ex caserma Garibaldi sta cadendo a pezzi

L’edificio che ospitava il Distretto militare presenta ampi squarci nel tetto Il degrado causato da anni di abbandono e mancati interventi di manutenzione

L'ex caserma Garibaldi di viale Martiri sta letteralmente cadendo a terra. Non è una esagerazione: lo storico immobile che prima di essere sede nel Novecento del Distretto militare fu una parte dell'amplissimo monastero di S.Pietro è in completo degrado da anni e ora i muri iniziano a cedere. Ieri bastava appoggiarsi ai muri che reggono in portale centrale per sentire vibrare tutto, pericolosamente. Non solo, la parte di tetto soprastante presenta un ampio squarcio di 2-3 metri quadri di diametro. La pioggia che seguirà, secondo le previsioni, nei prossimi giorni potrebbe dunque dare il colpo di grazia e trasformare l'ampio edificio di proprietà del Demanio statale in un cumulo di macerie o quasi. La situazione è molto colplicata dal punto di vista amministrativo, con il Comune che segue la vicenda con grande preoccupazione tanto che all'esterno dell'ex caserma ormai da mesi sono stati posizionati cartelli poco rassicuranti: "Attenzione caduta calcinacci, edificio pericolante". Lo Stato – che è proprietario dell'immobile attraverso la sede bolognese del Demanio – pare non avere finanziamenti per il restauro o almeno non dimostra per queste molte migliaia di metri quadri che avrebbero anche un valore commerciale altissimo essendo in centro storico. Quando si parla di razionalizzare i costi statali, vista la voragine del debito pubblico, forse bisognerebbe anche richiamare i funzionari pubblici che hanno potere sul deperimento o meno di queste strutture ex religiose. Oltre al buco sul tetto – e a un altro che lo scorso anno la Soprintendenza tappò con 140mila euro – anche vedere l'interno è un colpo al cuore. Nel luogo dove nei secoli passati stavano i monaci di San Pietro che nel '500 fecero realizzare al noto sculture Antonio Begarelli alcune sculture oggi c'è solo guano di piccione e cumuli di calcinacci. La caserma ha dunque le ore contate e pare lontana anche la decisione, di cui pure si diceva, di spostarvi dopo un approfondito restauro la sede della Prefettura. Ma le decisioni tardano ad arrivare e la preoccupazione dell'amministrazione modenese aumenta: l'assessore al patrimonio Fabio Poggi giustamente ricorda che il monumento è vincolato

e che sperare in un crollo per cui costruire ex novo sarebbe veramente intollerabile. Ma volenti o no la situazione pare quasi essere giunta a questo punto. Stefano Luppi

Stefano Luppi

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