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“Il Sofista”: dai testi di Platone riflessione sull’arte dell’attore

Da questa sera a domenica approda sul palcoscenico del Collegio di via Emilia il lavoro diretto da Claudio Longhi e inserito nel progetto del “Ratto d’Europa”

MODENA. Ancora una volta, dopo “La tirannide” e “Le leggi”, due fra le principali realtà del panorama culturale modenese, Fondazione Collegio San Carlo e Emilia Romagna Teatro Fondazione, uniscono risorse e energie per un lavoro interdisciplinare che contamina il linguaggio filosofico con quello teatrale. Ciascuno dei due enti mette in gioco la propria specificità in un lavoro che non si presenta né come una semplice messinscena né come una lezione, ma piuttosto come una vera e propria ricerca interdisciplinare che corona nella mise en espace finale de “Il Sofista”. Questa sera alle 21, e in replica fino a domenica, la cornice del teatro settecentesco della Fondazione San Carlo ospiterà questa riduzione scenica che si alimenta del linguaggio teatrale, musicale e quindi non solo filosofico. Nell'ambito del più ampio progetto “Il ratto d'Europa”, a firmare la regia è Claudio Longhi mentre Carlo Altini, direttore scientifico della Fondazione San Carlo, ha curato la selezione dei testi di Platone tratti da Gorgia, Protagora e Sofista. Che genere di sapere è quello del sofista? La sofistica riguarda anche il teatro è un problema puramente filosofico? È possibile denominare il sofista sapiente o filosofo? Queste ed altre tematiche chiave, non solo proprie del pensiero filosofico ma anche dell'oggi e del vivere nella nostra società contemporanea, si intrecciano ne “Il Sofista”: «Per Platone la sofistica è una particolare forma di assenza della filosofia, o meglio un particolare uso della filosofia per scopi non filosofici da parte di uomini che sono consapevoli della superiorità della filosofia» afferma Carlo Altini, che prosegue «ciò che caratterizza il sofista è lo scopo per il quale egli usa la sua capacità di distruggere e costruire attraverso le parole». Ne “Il Sofista” la filosofia è dunque chiamata a ibridarsi con altri campi disciplinari per arrivare a chiedersi chi sia il sofista oggi e quanto il teatro si contamini con la sofistica come afferma Claudio Longhi: «Travestimento, recita, scena, caricatura…: scorrendo con più attenzione questi termini non può non sorgere un dubbio: la sofistica è un problema puramente filosofico, o riguarda da vicino anche il teatro? La recitazione, in effetti, non è forse esercizio di eloquenza dell'attore? Ma allora in questo suo “gioco” di convincimento, che rapporto crea il commediante - professionista della mistificazione - fra finzione e verità? Chi recita,

insomma, è filosofo o sofista? Nel dna del teatrante è a ben vedere tatuata una tara dialettica che viene di lontano: pur essendo stimato ministro del vivere civile, l'attore della Grecia antica non si chiama forse hypocrités?». Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria 059/421240.

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