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Poste, salvi undici uffici Ma ai sindaci non basta

Braglia di Palagano: «Non è vero che causa delle chiusure siano i costi delle sedi A Savoniero il proprietario dell’ufficio era persino pronto a rinunciare all’affitto»

L'accordo stipulato tra le Poste e i sindacati dei lavoratori, con la mediazione della Regione, se da un lato ha scongiurato la chiusura decisa nel luglio scorso di alcuni piccoli uffici postali ubicati prevalentemente nelle frazioni montane, dall'altro ha lasciato l'amaro in bocca ad alcuni sindaci. Rispetto alle previsioni si sono salvati undici uffici dalla mannaia dei tagli: Montefiorino, Acquaria (Montecreto), Boccassuolo (Palagano), Ciano (Zocca), Fontanaluccia (Frassinoro), Montecenere (Lama Mocogno), Riccò (Serramazzoni), Trentino (Fanano), Varana (Serramazzoni) e Vitriola (Montefiorino); chiusi invece Benedello (Pavullo), Dogana Nuova (Fiumalbo), Rocchetta Sandri (Sestola), San Giacomo Maggiore (Montese), Sant'Anna Pelago (Pievepelago), Savoniero (Palagano) e Pompeano (Serramazzoni). Le reazioni dei sindaci dell'Appennino, alcuni dei quali in prima linea nei mesi e nei giorni scorsi per tentare di salvare il salvabile, non si sono fatte attendere. Ad iniziare dal primo cittadino di Palagano Fabio Braglia, che si é fatto promotore di una manifestazione di protesta davanti all'ufficio postale di Savoniero. Nel suo territorio la partita con le poste é finita uno a uno, nel senso che l'ufficio di Boccassuolo rimane aperto mentre chiude quello di Savoniero. Braglia chiede però di disputate i tempi supplementari.

«Certamente per quanto mi riguarda la partita non è conclusa - spiega - Anche se il mantenimento dell'ufficio di Boccassuolo è confermato, probabilmente perché la distanza con Palagano è superiore rispetto a Savoniero, va detto che la chiusura di quest'ultimo ufficio, almeno rispetto a quanto sappiamo, non é determinata dai costi. Il proprietario dell'immobile dove ha sede l'ufficio postale era disposto a rinunciare all'affitto - precisa Braglia - mentre già da un anno sono stati tagliati alcuni portalettere. E allora viene a chiedersi dove risieda il risparmio che potrebbe giovare alle Poste. La realtà è un altra: i tagli indiscriminati non seguono logiche di utilità pubblica. Ma io non mi arrendo e oltre ad inviare insieme ad altri sindaci della montagna una richiesta alla Regione per riprendere la discussione con le Poste, chiederò alle banche la possibilità di aprire uno sportello a Savoniero per erogare le pensioni e per offrire servizi alla popolazione». Soddisfatto invece il sindaco di Fanano Lorenzo Lugli, al quale é stato confermato l'ufficio

postale di Trentino. «Una diversa scelta non avrebbe avuto fondamenti concepibili né dalla popolazione né tantomeno dal comune. Stiamo parlando di un ufficio che eroga servizi in una frazione molto popolosa, all'interno di un edificio comunale che é diventato un centro polifunzionale».

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