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Strage di Monchio: assoluzioni inconcepibili ricorso obbligatorio

Pubblicate le motivazioni della sentenza dei giudici della Corte militare di appello di Roma nell'ambito del processo per la strage di Monchio, dalla lettura emergono chiari i presupposti per ricorrere in appello

"La sentenza d'appello del processo sulla strage di Monchio conferma la responsabilità penale del caporale Alfred Lühmann e rappresenta un risultato importante per tutte le parti civili del processo. Chiediamo al Procuratore generale di fare ricorso nei confronti delle due assoluzioni, al nuovo Governo e al nuovo Parlamento di continuare la trattativa con il Governo tedesco per ottenere i risarcimenti e di concedere al Comune di Palagano la medaglia d'oro al valor civile". E' il commento di Demos Malavasi, presidente del Consiglio provinciale di Modena, alla pubblicazione in questi giorni delle motivazioni della sentenza dei giudici della Corte militare di appello di Roma nell'ambito del processo per la strage di Monchio.

Nell'ottobre scorso, infatti, in appello fu confermato un ergastolo per il caporale Alfred Lühmann, 86 anni; assoluzione, invece, per Helmut Odenwald, 91 anni, capitano, comandante della decima batteria artiglieria contraerea, e Ferdinand Osterhaus, 93 anni, all'epoca sottotenente, entrambi condannati all'ergastolo in primo grado. Sulle assoluzioni i giudici dell'appello ritengono non sufficientemente provata la loro partecipazione con funzione di comando. La sentenza, inoltre, ha confermato, a seguito della condanna dell'imputato Lühmann, tutti i risarcimenti stabiliti dai giudici di Verona nel primo grado e riconoscendo alle vittime dei reati i loro diritti.

"Nelle motivazioni - aggiunge Malavasi - si conferma la natura terroristica e criminosa dell'operazione di sterminio realizzata nell'Appennino modenese, sottolineando lungo tutte le 139 pagine che nei rapporti giornalieri non venivano mai indicate le uccisioni di civili innocenti perché come precisano i giudici da un lato, si sapeva che gli omicidi di civili erano commessi in esecuzione di precisi ordini superiori, dall'altro non si voleva ammettere in alcun caso che i militari tedeschi si fossero resi responsabili di atti di così incivile violenza. Prosegue intanto la trattativa avviata dal ministero degli Esteri con la Repubblica federale di Germania per definire i contenuti risarcitori a favore degli enti e delle comunità colpite dagli eccidi".

L'avvocato Andrea Speranzoni, difensore della Provincia di Modena, del Comune di Palagano e dei familiari delle vittime evidenzia che "numerosi passaggi della motivazione confermano il carattere preventivo dell'ordine criminale che fu dato ai militari tedeschi di uccidere indistintamente donne, vecchi, bambini ed inermi e che non fu nemmeno cercato lo scontro con formazioni partigiane presenti nella zona".

Sulle assoluzioni Speranzosi rileva che "rispetto all'imputato Odenwald una prima lettura delle motivazioni evidenzia un errore di valutazione basato sulla lettura di un documento che in realtà attestava l'impiego dell'intera 10^ Batteria e non solo di alcune sue parti, come scrivono i giudici per fondare l'assoluzione. Per l'imputato Osterhaus, invece, la valutazione dei giudici è stata più complessa, ma - continua Speranzoni - ritengo poco logica rispetto alla responsabilità che lo stesso ha avuto nell'esercizio di una funzione di comando. Si tratterà di analizzare serenamente le 139 pagine di motivazione, formulando eventualmente istanza al Procuratore generale militare perché depositi

ricorso per cassazione contro le due assoluzioni. Sul versante della trattativa iniziata mesi fa al ministero degli Esteri con la Germania, alcuni importanti passi sono stati fatti di recente e c'è l'aspettativa di un riconoscimento economico a favore dei territori e delle comunità colpite"

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