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«Monchio, ci rivolgeremo alla magistratura tedesca»

PALAGANO. «Stiamo valutando l’ipotesi di presentare denuncia alla magistratura tedesca e, sul fronte dei risarcimenti, speriamo almeno in un’azione simbolica della Germania, magari con un...

PALAGANO. «Stiamo valutando l’ipotesi di presentare denuncia alla magistratura tedesca e, sul fronte dei risarcimenti, speriamo almeno in un’azione simbolica della Germania, magari con un finanziamento per la Buca di Susano, che vorremmo trasformare in un centro documentale». È il commento di Roberto Tincani, coordinatore dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Monchio, all’indomani della pubblicazione della sentenza emessa dalla Corte militare d’appello di Roma sul tragico eccidio del 18 marzo 1944. Due le assoluzioni rispetto al giudizio di primo grado stabilito a luglio 2011 dal tribunale di Verona: nei confronti del 91enne Helmut Odenwald, capitano e comandante della decima batteria artiglieria contraerea, e nei confronti del 93enne Ferdinand Osterhaus, all'epoca sottotenente, entrambi condannati in primo grado all'ergastolo. Confermato, invece, l’ergastolo nei confronti di Alfred Lühmann, oggi 86enne. E mentre il legale di parte civile, Andrea Speranzoni, sta valutando l’ipotesi di un ricorso in Cassazione, a prescindere dalle due inattese assoluzioni Tincani si dice soddisfatto del fatto che l’impianto accusatorio, sia stato comunque confermato. «Noi abbiamo assistito a Roma a tutte le fasi del processo d’appello – aggiunge – Non posso nascondere la delusione per le due assoluzioni, ma fa onore alla nostra magistratura il fatto che siano state concesse. Vuol dire siamo davvero un Paese democratico, anche se questo risultato è stato raggiunto di certo non grazie a quei personaggi che hanno perpetrato la strage. Stiamo valutando come associazione di proseguire l’attività giuridica anche in Germania, sull’onda di ciò che è stato fatto a Cervarolo». E se i risarcimenti sono ancora bloccati dopo la sentenza del febbraio scorso della Corte internazionale dell’Aja, dall’associazione auspicano comunque un intervento simbolico della Germania: «Apprezzeremmo se ci fosse una forma risarcitoria nei confronti della comunità, magari un finanziamento per la Buca di Susano, oltre alla concessione della Medaglia d’oro al valor civile al Comune di Palagano». Sulla pubblicazione della sentenza interviene il sindaco di Palagano, Fabio Braglia: «L’amministrazione invierà al Procuratore generale una richiesta per

proporre ricorso sulle due assoluzioni – fa sapere Braglia – Riteniamo giusto e doveroso che la verità storica non venga calpestata. Lo dobbiamo ai familiari delle vittime ancora in vita e alle 136 persone barbaramente trucidate quel tragico 18 marzo 1944».

Evaristo Sparvieri

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