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La posta del Ratto/Parole e Euroriflessioni degli Attori del Ratto d'Europa

Ovvero pensieri, parole e Euroriflessioni degli Attori/Agenti del Ratto d'Europa dall'ultimo avamposto modenese di caccia.
LABORATORI D'EUROPA - PILLOLE DI SAGGEZZA EUROPEA - #InstaEuropa - GIOVANI ARTISTI -

LA POSTA DEL RATTO - LE NOTIZIE

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Curiosità dai laboratori modenesi, pillole di saggezza da tutta Europa, video-inchieste, memorie e notizie dal continente, cartoline, immagini, lettere e aggiornamenti dagli amici romani, tutto ciò e non solo dalle pagine virtuali di questo focus! Una diretta non-stop, sull'on-line della «Gazzetta di Modena», per raccontare passo dopo passo Il ratto d'Europa! Spulceremo qua e là dal lungo cammino che, di tappa in tappa, come di iniziativa in iniziativa, porterà i modenesi a confrontarsi con l'idea di Europa, per cercar di capire quanto e se ci sentiamo cittadini del vecchio continente. Sempre in bilico tra il serio e il faceto, per chi attivamente partecipa come per chi preferisce dare giusto un'occhiata, sarà comunque un divertente percorso da fare in compagnia. L'arrivo? A maggio, col debutto dello spettacolo al Teatro Storchi. Per celebrare insieme la festa d’Europa, per tracciare il bilancio del nostro cammino e poi… chissà?

Oggi di scena la posta  Ovvero pensieri, parole e Euroriflessioni degli Attori/Agenti del Ratto d'Europa dall'ultimo avamposto modenese di caccia.

UN DITO DI TROPPO

 

Napoli. 1 Marzo 2012. Ore 00.42. Camminando.

"Allora Simone, il nuovo progetto sarebbe questo: il tema è l'identità Europea, il testo non esiste, lo scriveremo noi con l'aiuto di Modena e di Roma, la struttura è ancora da capire. Le prove saranno indicativamente durante la tournée dell'Arturo Ui a Febbraio (n.b. il mese più corto). Si debutta a Modena nel Maggio 2013.

Che ne pensi ?"

Io, prolungo "un po' di più" il silenzio fisiologico utile alla comprensione.

"Simone, ti vedo orripilato! - Parlami!"

Io, mantenendomi per la prima volta in vita mia sul diplomatico:

"No… E', che… detto così… non è proprio chiaro, chiaro, chiaro. Il nuovo progetto sarebbe …?!"

Da quel giorno, sotto i miei occhi sono passati e continuano a passare libri, poesie, articoli di giornali, fotografie, brani musicali, pagine web per cercare di colmare al meglio eventuali "buchi" personali sul tema Europa. Ma il vero "buco" che ancora non sono riuscito a colmare del tutto, è quale sia la mia precisa idea sull'Europa e sull'Identità Europea. Mi sento Europeo? Beh, geograficamente sì. Ma idealmente? Mi risulta ancora difficile.

Dice un antico proverbio cinese: "Quando il saggio indica l'Europa, lo stolto guarda il dito". - O era la Luna, che il saggio indicava? Mah! Comunque al momento piace ricordarmelo così il proverbio -. Di Saggi che ci hanno indicato l'Europa, ce ne sono stati tanti negli anni (Einaudi, Spinelli per restare tra i confini nazionali), tutti lo hanno fatto, puntando il Dito sulla via da percorrere per raggiungere quell'Identità, che forse sotto sotto un po' invidio agli Stati Uniti d'America (nostra diretta controparte); ma tanti interessi personali e tanti, troppi interessi economici, hanno contribuito nel tempo a far gonfiare a dismisura e a deformare quel Dito, tanto da stringere la nostra prospettiva visiva solo su quello, nascondendo quegli ideali Stati Uniti d'Europa, che poco hanno a che fare con l'attuale idea di Unione Europea. Una delle cure necessarie per questa ipertrofia è sicuramente affrontare la questione Identità in tutte le sue forme e sotto tutti i punti di vista; mettere il problema sul piatto della discussione senza cercare di accaparrarsi a forza la ragione. Questo crea maggiore comprensione di ciò che vuol dire Identità Europea e quindi più consapevolezza.

Il proverbio che ricordavo io, finisce così: "Per non vedere più il dito e iniziare a vedere la luna, il primo passo è allargare lo sguardo."

Simone Francia

 

AN-NOTA-ZIONE EUROPEA

 

Questa idea di Claudio Longhi, che invita i cittadini modenesi e romani a una particolare attenzione sull'identità europea, sulla "verità mutevole" dell'Europa, per gli "incidenti" e le "sorprese" che la ravvivano rompendone regole e cautele mi sembra oggi più che mai legittima! Suono uno strumento (la fisarmonica) che col tempo si è ben radicato nel tessuto sociale di tutta Europa ma, come mi identifico in tutto questo? con le parole del psichiatra, scrittore e filosofo francese (martinicano) Frantz Fanon che nel suo testo più popolare (I dannati della terra del 1961) scrive: "l'Europa ha acquistato una tale velocità, pazza e disordinata, che sfugge oggi a qualunque guidatore, a qualunque ragione e va in vertigine spaventosa verso abissi da cui è meglio allontanarsi il più rapidamente possibile". Non voglio allontanarmi, non credo sia una soluzione, ma tornare alla scuola guida si!

Olimpia Greco

 

EUTOPIA

 

Una bandiera blu con stelle gialle (quante?) che sventola al fianco dei quella italiana. La sigla di eurovisione che parte prima della visione delle partite dell’Italia. La cartina geografica tutta colorata ricopiata sul quadernone di scuola. La mia prima ragazza che parte per l’Erasmus in Germania. Un sacchetto di scintillanti monetine di euro con cui giocare a tombola durante le feste natalizie del 2000. Maastricht. Lisbona. Bruxelles.

Immagini e ricordi di ciò che era per me l’Europa fino a qualche tempo fa. Eppure qualcosa è cambiato. Ora le mie immagini, i mie pensieri, le mie riflessioni sono decisamente diversi. Non ho certo la presunzione di dire che siano più profondi , sia chiaro, ma senz’altro posso affermare di considerare l’Europa come orizzonte inevitabile e cruciale della mia vita e di quella dei miei figli. Lasciando da parte le considerazioni geopolitiche che altri meglio di me fanno e faranno sulle pagine dei giornali e sugli schermi televisivi, desidero porre l’accento su una parola che prepotentemente si è oggi accostata al mio pensiero d’Europa: speranza.

Europa è per me speranza di vita! Auspico che un giorno insieme a un sano sentimento patriottico (che ci difenda dalle tentazioni secessioniste di alcuni loschi individui) i nostri cuori coltivino un altrettanto florido senso di fratellanza europea, voglioso di un costante confronto, maturo nello scontro così da trarne profitto e non rancore, consapevoli che il nostro futuro non può non vederci seduti allo stesso tavolo a costruire una nuova società a misura europea.

L’Europa scorre nelle nostre vene! Dobbiamo riconoscerlo, e se tale agnizione avverrà in maniera autentica allora non si potrà più fare a meno di guardare il mondo in maniera diversa, di desiderare per i nostri figli ciò che noi padri ancora non riusciamo ad afferrare a piene mani, ma di cui immaginiamo la capitale importanza.

Europa,un’ antica speranza, la mia nuova passione!

                                                                                                          

                                                                                             

   Antonio Tintis

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