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«Quei medici mi hanno salvato»

La storia di Rosmunda Rosi, cui hanno diagnosticato un mieloma

PAVULLO. Gli episodi di malasanità sono all'ordine del giorno purtroppo. Ma non è sempre così, nel mondo sanitario esistono anche realtà di eccellenza e di grande umanità. Un esempio è quanto accaduto all'ospedale di Pavullo, dove la lungimiranza dei medici ha portato a una diagnosi immediata di un mieloma, evitando a una pensionata residente a Sassuolo, ma originaria dell'Appennino, di ritrovarsi paralizzata. La vicenda inizia quando Rosmunda Rosi è a Palagano per assistere la madre. Un forte dolore alla schiena convince il marito, Gianni Bondi, a portare la moglie all'ospedale. Inizialmente si era pensato a un'artrosi, come risultava da una Tac effettuata due anni prima. Ma l'ortopedico di turno ha voluto andare oltre e ha chiesto alla signora di effettuare una radiografia. «È lì – racconta il signor Bondi – che hanno deciso di trasferire mia moglie al reparto di mediciana. Lì è stata effettuata una cementificazione della nona vertebra ed effettuata una biopsia. I risultati erano negativi, nel senso che dall'esame istologico tutto sembrava a posto. Ma i medici ancora una volta sono voluti andare a fondo, convinti che non si trattasse solo di osteoporosi». Ed è così che, dai vari accertamenti, è emerso il reale problema, ben più significativo di quanto inizialmente si pensasse. Alla signora Rosi, infatti, è stato diagnosticato un mieloma, che intacca le ossa e la spina dorsale, «che siamo riusciti a stanare – aggiunge il signor Bondi – grazie alla professionalità degli ortopedici prima, dei medici dopo, oltre che del personale infermieristico, in primis la capo sala. Tutti hanno dimostrato grande affetto e calore nei confronti di mia moglie. Ed è grazie alla loro professionalità, che li ha spinti ad indagare, che abbiamo scoperto quale fosse il reale problema. Siamo stati molto fortunati, perché mia moglie rischiava di rimanere paralizzata. Un grazie infinito vogliamo rivolgerlo

a chi in questo mese ci sono stati vicini, aiutandoci a capire e affrontare il problema». La signora Rosi è rimasta in ospedale più di un mese. Poi è rientrata a casa, anche se le cure continueranno, con gratitudine verso il personale dell’ospedale.

Felicia Buonomo

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