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«Frana di Monchio, la Regione intervenga»

Palagano. La Provincia: «Sosteniamo l’appello del sindaco. Si deve far presto, la situazione è critica»

PALAGANO. «Ci associamo al sindaco di Palagano per lanciare un ulteriore appello alla Regione affinchè intervenga nel più breve tempo possibile per risolvere il problema dell’ampio movimento franoso che sta mettendo a rischio la zona artigianale di Monchio». A dirlo è l’assessore provinciale Egidio Pagani, che già qualche settimana fa aveva disposto ed effettuato, tramite i geologi della provincia, un sopralluogo sulla frana. «La competenza non è nostra - prosegue Pagani - a questo punto è necessario un intervento della regione e noi siamo disposti a sostenere senza riserve le richieste del sindaco Fabio Braglia perché si prevedano risorse e azioni concrete. È a rischio una zona industriale importante per l’Appennino. Attualmente la Provincia sta impegnando le proprie risorse su altri fronti franosi di sua competenza e sulla sistemazione della arterie stradali che sono rimaste danneggiate». Lo smottamento data ormai un anno fa, ma negli ultimi mesi la situazione è bruscamente e significativamente peggiorata. Spiega il primo cittadino di Palagano, Fabio Braglia. «Gli agenti climatici e la scossa di terremoto di venerdì scorso hanno aggravato decisamente la situazione di Monchio e una soluzione va trovata al più presto, senza più temporeggiare. La frana continua a scendere, sta coinvolgendo anche la parte sopra alla strada e, soprattutto, inizia a ripercuotersi anche sui capannoni sottostanti, dove sono comparse diverse crepe. In più, la strada di accesso alla zona rimane chiusa e tutti quelli che lavorano negli stabili possono arrivarci solo passando attraverso il cortile di un privato: anche questa doveva essere una soluzione temporanea, ma è già un anno che si va avanti così. Siamo molto preoccupati; già è difficile lavorare in montagna per mille motivi, ma se queste ditte rimangono anche isolate, inaccessibili, senza poter ricevere rifornimenti e camion, rischiano la chiusura. Come amministrazione comunale non possiamo che fare pressione perché la Regione risponda velocemente: i sopralluoghi sono stati fatti, i progetti ci sono da tempo e abbiamo bisogno che qualcosa si muova in queste settimane. Il piano di intervento prevedeva di stabilizzare subito le zone pericolanti e in bilico, per poi mettere in sicurezza tutto, con una struttura più complessa. Sappiamo che i costi saranno alti, perché abbiamo calcolato che, solo per i

lavori urgenti, serviranno 160-180 mila euro, mentre per ripristinare la viabilità ne serviranno altrettanti. Come Comune non possiamo sostenere simili costi, ma, se la Regione partecipa, possiamo cercare di trovare almeno una piccola parte dei fondi necessari».

Andrea Fratti

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