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Fiamme Gialle in cifre: scoperti 49 evasori totali

La Guardia di Finanza traccia il bilancio 2012: recuperata base imponibile per 328 milioni e denunciate 355 persone

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Modena presenta il bilancio delle attività operative sviluppate nel 2012 a presidio della sicurezza economica e finanziaria nel territorio modenese.

Nell'anno appena concluso le Fiamme Gialle hanno inteso rafforzare il proprio ruolo di polizia economico-finanziaria, operando contestualmente nei diversi contesti istituzionali di competenza del Corpo, costituiti dal contrasto all'evasione ed elusione fiscale, dalla tutela della spesa pubblica, del mercato dei capitali e di quello dei beni e servizi, dalla lotta alla criminalità economica ed ai traffici illeciti in genere.

Non trascurabile, inoltre, è stato il supporto fornito alla altre Forze di Polizia nel concorso ai servizi di ordine e sicurezza pubblica, specie a seguito dei noti eventi sismici che hanno interessato il territorio della Provincia di Modena.

Di seguito, verranno illustrati schematicamente i principali dati di sintesi dell'attività complessivamente svolta sul territorio della Provincia di Modena, distinti per settore operativo.

TUTELA DELLE ENTRATE

Il contrasto all'evasione fiscale è l'obiettivo prioritario della missione di polizia economica e finanziaria della Guardia di Finanza.

Il fenomeno danneggia non solo il bilancio dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali, sottraendo risorse da destinare ai servizi pubblici essenziali a beneficio di tutta la collettività, ma anche quelle imprese che, rispettando le regole, subiscono la concorrenza sleale di chi, ponendosi al di fuori della legalità, sovverte l'etica di mercato.

Per tale motivazione il piano d'azione della Guardia di Finanza, conformemente alle linee d'indirizzo fissate dal Ministro dell'Economia e delle Finanze nella Direttiva Generale per l'azione amministrativa per il 2012, ha posto l'obiettivo di prevenire e reprimere l'elusione e l'evasione fiscale in tutte le loro manifestazioni, mediante l'attuazione di piani d'azione finalizzati al contrasto dei fenomeni più gravi e pericolosi, quali l'economia sommersa, i reati tributari, le frodi fiscali e l'evasione internazionale, che, per le loro caratteristiche ed insidiosità, richiedono una spiccata azione d'intelligence, analisi di rischio e metodologie d'intervento più incisive, tipiche di una forza di polizia.

La specifica attività operativa è stata fortemente condizionata dagli eventi sismici che hanno interessato il territorio della Provincia di Modena, nella seconda metà del mese di maggio del 2012; per evidenti motivi di opportunità, infatti, le attività di controllo ispettivo sono state estremamente ridimensionate in tutto il territorio della "bassa modenese", così duramente colpito anche nelle proprie strutture imprenditoriali e professionali.

Nel corso dell'anno, in ogni caso, sono stati eseguiti complessivamente 807 interventi ispettivi nei confronti di soggetti economici operanti nella provincia modenese, che hanno consentito di segnalare ai competenti uffici dell'Amministrazione finanziaria una base imponibile complessivamente sottratta ad imposizione fiscale per un valore superiore ai 328 milioni di euro.

49 sono stati gli evasori fiscali totali scoperti, in quanto completamente sconosciuti al fisco, i quali risultano aver occultato una base imponibile pari a 156 milioni di euro. Tali contribuenti, in particolare, hanno operato principalmente nei seguenti settori economici.

- attività manifatturiere;

- costruzioni;

- attività professionali, scientifiche e tecniche;

- studi legali;

- commercio all’ingrosso di alimentari;

- fabbricazione di articoli sportivi;

- amministratori di condominio

- confezionamento di vestiario esterno;

- riparazioni meccaniche di autoveicoli;

L’intensa attività di contrasto al “lavoro nero”, sviluppatasi attraverso l’esecuzione di 8 interventi a massa nei più svariati settori, ha inoltre, consentito di conseguire i seguenti risultati:

- nr. 225 imprese controllate

- nr. 260 lavoratori irregolari individuati, di cui:

·       120 stranieri;

·       140 italiani.

In linea di continuità con le strategie operative dello scorso anno, uno spazio importante è stato riservato – altresì -  al contrasto dell’evasione internazionale, proseguendo le attività di controllo nei confronti dei soggetti che hanno occultamente trasferito capitali all’estero, delle persone fisiche e delle società che hanno fissato fittiziamente la residenza o la propria sede in Paesi a fiscalità privilegiata o che intrattengono rapporti commerciali con società controllate o collegate con soggetti ubicati in centri off-shore.

Sono stati quindi avviati e sviluppati molteplici filoni investigativi su liste di soggetti e società già individuati in Italia ed all’estero, ivi compresi quelli che hanno trasferito capitali ed attività finanziarie in paradisi fiscali, tra cui si evidenzia il noto

·       Filone PESSINA rappresentato da una lista di circa 600 contribuenti, sviluppati negli ultimi 3 anni, con disponibilità all’estero, comprensiva di coordinate bancarie con l’annotazione dei relativi movimenti, sequestrati nei confronti dell’avvocato svizzero Fabrizio Pessina.

I dati presenti nel portatile, che il citato professionista aveva al seguito, sono stati esaminati allo scopo di individuare i contribuenti italiani che si sono avvalsi dello studio legale elvetico per occultare i propri proventi tramite off-shore, nei cui confronti sono state avviate mirate attività ispettive.

Le 11 posizioni prese in esame nel corso del 2012, riguardanti la provincia di Modena, hanno consentito di conseguire i seguenti risultati:

- elementi positivi di reddito non dichiarati              €.              50.172.936;

- elementi negativi di reddito non deducibili            €.              15.323.693;

- I.V.A. dovuta                                                          €.                8.542.796;

- I.R.A.P.                                                                  €.              50.304.484;

- attività detenute all’estero in violazione della normativa sul monitoraggio fiscale, rappresentate da titoli mobiliari o disponibilità finanziarie depositate sui conti correnti esteri non correttamente esportate nelle dichiarazioni fiscali-quadro RW.    €  67.904.071;

 

- nr. 11 persone denunciate all’Autorità Giudiziaria per i reati di frode fiscale e riciclaggio di denaro  di provenienza illecita.

Da ultimo, sempre con riferimento al settore della tutela delle entrate, nel corso del 2012 sono stati effettuati 2.859 controlli strumentali (scontrini e ricevute fiscali), rilevando n. 1.427 violazioni (50% irregolarità)variamente distribuite nelle seguenti aree territoriali, secondo le percentuali di controlli irregolari indicati:

-          Modena 62%;

-          Carpi 27%;

-          Sassuolo 43%;

-          Mirandola 39%;

-          Vignola 53%.

Nei confronti di 83 esercizi commerciali (il 20 % in più rispetto all’anno 2011) è stata proposta all’Agenzia delle Entrate la sospensione (da 3 a 30 giorni) della licenza a carico di esercenti per i quali sono state riscontrate, in tempi diversi, almeno 4 mancate emissioni dei documenti fiscali negli ultimi 5 anni.

A seguito delle 83 proposte inoltrate all’Agenzia delle Entrate è stato emesso, da quest’ultima, il relativo Decreto di Chiusura nei confronti di n. 21 esercizi commerciali.

TUTELA DELLA SPESA PUBBLICA

Accanto alla più tradizionale lotta all’evasione fiscale e contributiva, la Guardia di Finanza persegue la tutela della finanza pubblica anche attraverso il controllo delle uscite del bilancio nazionale, locale e comunitario. In un contesto caratterizzato dalla inderogabile necessità di razionalizzare e ridurre la spesa pubblica, l’azione del Corpo mira a prevenire fenomeni di illecita acquisizione di risorse pubbliche da parte di truffatori ed associazioni criminali, salvaguardando nel contempo le politiche di sostegno alle imprese ed alle famiglie che si trovano in difficoltà a causa della crisi economia e della recessione internazionale.

La lotta alle frodi nei finanziamenti si sostanzia pertanto in una serie di attività attraverso le quali vengono assicurati il rispetto e la verifica:

·       dell’effettività dei requisiti e dei costi rendicontati dai precettori degli incentivi alle attività produttive, previsti per poter accedere ai finanziamenti pubblici;

·       della corretta gestione del sistema sanitario nazionale, per garantire a tutti i cittadini adeguati livelli di assistenza, appurando la veridicità dei documenti giustificativi delle spese mediche e contrastando ogni forma di spreco, inefficienza, abuso ovvero distrazioni di somme per interessi privati;

·       delle effettive condizioni di reddito di quei soggetti che richiedono le cosiddette “prestazioni sociali agevolate”, nonché altre forme di sostegno previdenziale ed assistenziale, che per loro natura devono essere destinate ai cittadini realmente meritevoli di tutela sociale, in quanto economicamente svantaggiati.

Tali servizi rispondono anche alla rinnovata sensibilità dell’opinione pubblica in merito alla  gestione trasparente delle risorse della collettività.

In tale contesto, il Comando Provinciale di Modena, grazie anche ai protocolli d’intesa stipulati con i Comuni di Modena – Carpi – Sassuolo – Fiorano Modenese – Castelfranco Emilia – Pavullo nel Frignano – Nonantola – Formigine – Unione Comuni Area Nord e Terre di Castelli, ha eseguito n. 114 controlli sulle cc.dd. prestazioni sociali agevolate ed in materia di prestazioni fornite dal S.S.N., che hanno consentito di denunciare all’Autorità Giudiziaria n. 54 soggetti considerati “finti poveri”, in quanto risultanti aver indebitamente usufruito di contributi pubblici, pur non essendo in possesso dei requisiti richiesti per accedere alle diverse forme di finanziamento.

ATTIVITA’ A RICHIESTA DELLA CORTE DEI CONTI

Nell’ambito della più ampia attività svolta dalla Guardia di Finanza a tutela della finanza pubblica, attraverso il controllo delle uscite del bilancio nazionale, il Corpo svolge specifiche attività di controllo a richiesta della Corte dei Conti/d’iniziativa, la cui attività, eseguita da parte di componenti specializzati allo sviluppo di indagini,  ha consentito di conseguire i seguenti risultati:

- controlli eseguiti                                               n.                       8;

- violazioni accertate                                          n.                     10;

- danno erariale rilevato                                      €.       550.181,00;

- soggetti deferiti alla Corte dei Conti                 n.                       5;

TUTELA DEL MERCATO DEI CAPITALI

Tutelare il sistema economico significa, in primo luogo, impedire il reinvestimento nel processo produttivo delle ingenti somme di capitali “sporchi” prodotti dalla criminalità organizzata, intercettandoli nel momento del loro contatto con il sistema bancario e finanziario.

Il riciclaggio costituisce un “ponte” tra la criminalità e la società civile; i flussi di denaro illeciti in Italia, stimati nel nostro Paese in misura mediamente superiore al 10 % del “P.I.L.”, sono suscettibili di generare gravi distorsioni all’economia legale, alterando le condizioni di concorrenza ed i meccanismi di allocazione delle risorse.

Da qui, l’importanza strategica della lotta al riciclaggio dei proventi criminali, che vede in primo piano coinvolta la Guardia di Finanza, specialmente nell’attuale momento storico in cui la crisi finanziaria internazionale ha aumentato le capacità della criminalità di infiltrarsi nel tessuto economico legale per acquisire a basso prezzo imprese in difficoltà economica e rendere più pervasiva la sua presenza sul territorio.

A tal fine, la Guardia di Finanza adotta un approccio investigativo unitario, che da un lato, segue i flussi di denaro attraverso le indagini finanziarie, dall’altro individua i titolari effettivi delle ricchezze ingiustificate, per poi adottare le conseguenti misure rivolta all’apprensione dei beni accumulati illegalmente.

Il monitoraggio dei flussi finanziari diventa, quindi, sempre più importante, in quanto consente di seguire le tracce di tutti i reati che generano profitti, ricostruendone il percorso individuando i reali mittenti ed i beneficiari finali delle somme.

Le risultanze degli accertamenti bancari effettuati nel corso di indagini riguardanti reati societari e finanziari quali usura, estorsione, riciclaggio, oltre che di natura fallimentare, vengono, inoltre, utilizzate per fini fiscali e consentono, per tale via, di pervenire ad ingenti recuperi per l’Erario.

In questo scenario, il Corpo mette in campo tutte le risorse professionali più specializzate, ai fini dell’approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette generate dal sistema finanziario.

Infatti, con riferimento a tale delicato settore, nel corso dell’anno 2012 sono state sviluppate numero 159 segnalazioni che hanno originato i seguenti risultati di servizio:

- in materia di riciclaggio denunciati alla competente A.G. n. 16 soggetti, i quali risultano aver riciclato denaro di provenienza illecita per un valore complessivo pari a €. 9.266.904, per lo più originati da reati di natura fiscale;

- in materia di usura denunciati n. 5 soggetti di cui 2 in stato di arresto;

- per truffa denunciati n. 14 soggetti;

- per ricettazione denunciati n. 4 soggetti di cui n. 1 in stato di arresto;

- sequestrate n. 248 banconote false

TUTELA DEL MERCATO DEI BENI E SERVIZI

Il contrasto al “mercato del falso” e alla circolazione di prodotti insicuri continua ad essere una delle priorità operativa della Guardia di Finanza.

L’esperienza investigativa maturata sul campo ha confermato che tali fenomeni sono connessi a diverse forme di illegalità economico-finanziaria che inquinano il mercato e sottraggono alla collettività importanti risorse: evasione fiscale, lavoro nero ed irregolare, riciclaggio e reimpiego dei proventi illeciti.

La “filiera del falso” risulta sempre di più gestita da organizzazioni transnazionali, spesso di matrice criminale, che immettono sul mercato anche prodotti particolarmente pericolosi per la salute dei consumatori e la sicurezza degli acquirenti.

Nel decorso anno sono stati sequestrati complessivamente:

·       nr. 171.505 prodotti contraffatti di vario tipo (capi di abbigliamento, borse, prodotti ceramici, accessori abbigliamento, pallet in legno, libri ed altri prodotti);

·       nr. 12 tra slot machine, videopoker e nr. 67 personal computer, utilizzati per le scommesse clandestine on-line;

e denunciate nr. 13 persone responsabili delle predette illecite attività.

LOTTA ALLA CRIMINALITA’

La Guardia di Finanza è coinvolta a pieno titolo nella lotta alla criminalità organizzata, soprattutto nell’individuazione delle operazioni di riciclaggio dei provenienti illeciti e nel contrasto delle attività imprenditoriali e professionali, attraverso le quali le organizzazioni criminali reimpiegano i capitali illecitamente accumulati e si mimetizzano nella società civile e nell’economia legale.

La strategia del Corpo si fonda sull’aggressione dei beni illecitamente accumulati dai sodalizi criminali, attraverso il sistematico ricorso alle indagini patrimoniali finalizzate a pervenire al sequestro ed alla confisca dei proventi e dei beni ottenuti dalle attività delittuose nonché delle aziende finanziate con capitali mafiosi.

Il traffico di sostanze stupefacenti rappresenta una delle attività più redditizie fra quelle condotte dalle organizzazioni criminali ed è caratterizzato da un’elevata tendenza alla transnazionalità e dalla collaborazione fra cosche di matrice ed etnie diverse.

In questo contesto, durante lo scorso anno, l’attività svolta dai Reparti del Corpo in provincia ha consentito di:

·       denunciare all’Autorità Giudiziaria nr. 24 soggetti responsabili, di cui nr. 11 tratti in arresto.

Inoltre sono state eseguite 3 verifiche fiscali nei confronti di altrettanti soggetti condannati per reati di “appartenenza ad associazioni di tipo mafioso” (art. 25 Legge 646/82).

Lo sviluppo di indagini nel comparto dei “reati fallimentari” ha determinato la denuncia di 8 persone, di cui 2 in stato di arresto, i quali, in qualità di amministratori di una società prossimità alla dichiarazione di fallimento, dopo aver distrutto la documentazione amministrativo-contabile, provvedevano a distrarre, mediante la vendita del patrimonio immobiliare della società stessa,  consistenti liquidità finanziarie pari ad un valore di oltre 1,5 milioni di euro..

Con riferimento ai patrimoni illecitamente accumulati, si evidenzia che i Reparti del Corpo, dislocati nella provincia, hanno provveduto ad attivare specifiche azioni di contrasto che hanno determinato:

- la proposta di sequestro, tuttora al vaglio dell’A.G.,

 di beni per un valore pari a                                                                 €.                27.070.082;

- confisca di beni mobiliari e/o immobiliari per un valore pari a        €                   2.006.762;                      

 

LE LINEE PROGRAMMATICHE PER IL 2013.

Attesa la natura prioritariamente investigativa che contraddistingue l’azione del Corpo, le proiezioni operative della guardia di Finanza avranno lo scopo di puntare a colpire nella loro globalità tutti i fenomeni che si connotato per la capacità di mettere a rischio contemporaneamente più interessi economici e finanziari, adottando le tecniche d’indagine proprie di una forza di polizia.

In questa prospettiva, assumono quindi centralità:

·       un’approfondita conoscenza del contesto esterno di riferimento, in modo da calibrare le attività verso fenomeni e realtà economiche peculiari di ogni area territoriale della provincia;

·       l’approccio trasversale del Corpo alle investigazioni;

·       la concentrazione degli sforzi operativi sui fenomeni di evasione, di frode e di illegalità economico-finanziaria più pericolosi e maggiormente lesivi per il bilancio pubblico.

Il piano di azione da attuare, in sinergia con tutte le altre Istituzioni del sistema tributario e finanziario, si baserà essenzialmente sui seguenti segmenti:

1.    il consolidamento ed il rafforzamento della lotta all’evasione e all’elusione fiscale.

L’obiettivo prioritario della Guardia di Finanza per il 2013 è dunque quello di proseguire nel percorso di miglioramento qualitativo della lotta all’evasione, intensificando gli sforzi operativi nella prospettiva di assicurare maggiore concretezza all’azione ispettiva.

2.    L’intensificazione del contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica

Anche per quest’anno il Corpo garantirà il massimo sforzo operativo per tutelare l’economia ed il corretto funzionamento delle regole di mercato basato sulla libera concorrenza, così da garantire allo Stato, all’Unione Europea, alle Regioni e agli Enti locali di poter svolgere in modo efficiente le proprie funzioni di rilancio e sviluppo economico e sociale.

Nel corso del 2013, verrà quindi incrementato, ulteriormente, il presidio ispettivo in tutti i maggiori comparti di spesa pubblica indirizzando l’azione di servizio verso la repressione dei più gravi e diffusi fenomeni di frode, attraverso l’esecuzione di percorsi ispettivi modulati in funzione della tipologia di comportamento illecito da contrastare.

3. Il rafforzamento dell’attività di prevenzione e repressione della criminalità economico-finanziaria e dei traffici illeciti.

Atteso che la Guardia di Finanza è l’unico Organo di polizia economico-finanziaria a competenza generale, sarà fondamentale non abbassare la guardia e mantenere alto il livello di attenzione per prevenire e contrastare le speculazioni finanziarie, le truffe in danno dei risparmiatori e l’ingresso dei capitali illeciti nel tessuto produttivo.

Nel corso del 2013, la Guardia di Finanza intensificherà gli sforzi operativi per contrastare, sotto il profilo economico-finanziario, la criminalità, mediante investigazioni rivolte a prevenire la formazione di capitali di origine criminale ed aggredendo i patrimoni illecitamente accumulati dalle organizzazioni delinquenziali, avvalendosi di tutti gli strumenti previsti dalla normativa antimafia.

Il Corpo, infine, proseguirà e rafforzerà i presidi delle

frontiere terrestri, aeree e marittime per il contrasto ai traffici illeciti internazionali (contrabbando, sostanze stupefacenti e immigrazione clandestina) anche attraverso la componente aeronavale dislocata e rafforzata a presidio degli interessi economico finanziari domestici e comunitari.

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