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Ratto d’Europa/  Un ratto distratto a Roma

Prosegue il percorso di avvicinamento allo spettacolo “Ratto d’Europa”, realizzato con i modenesi, che andrà in scena allo Storchi. Oggi si torna a parlare di un laboratorio
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Curiosità dai laboratori modenesi, pillole di saggezza da tutta Europa, video-inchieste, memorie e notizie dal continente, cartoline, immagini, lettere e aggiornamenti dagli amici romani, tutto ciò e non solo dalle pagine virtuali di questo focus! Una diretta non-stop, sull'on-line della «Gazzetta di Modena», per raccontare passo dopo passo Il ratto d'Europa! Spulceremo qua e là dal lungo cammino che, di tappa in tappa, come di iniziativa in iniziativa, porterà i modenesi a confrontarsi con l'idea di Europa, per cercar di capire quanto e se ci sentiamo cittadini del vecchio continente. Sempre in bilico tra il serio e il faceto, per chi attivamente partecipa come per chi preferisce dare giusto un'occhiata, sarà comunque un divertente percorso da fare in compagnia. L'arrivo? A maggio, col debutto dello spettacolo al Teatro Storchi. Per celebrare insieme la festa d’Europa, per tracciare il bilancio del nostro cammino e poi… chissà?

 

 

 

IL RATTO DISTRATTO

Roma , 7 dicembre 2012. Ore 16.00

Dopo il lancio del progetto Il ratto d'Europa a Modena nella settimana dal 20 al 27 ottobre 2012, anche la capitale inizia a "rattizzarsi"!

Cominciano le prime attività de Il ratto d'Europa a Roma - una settimana, un Prologo, dal 7 al 14 dicembre, fatto di incontri tra la compagnia e alcuni dei sessanta partner del progetto. La prima attività è Atelier Europa, un pomeriggio di laboratorio teatrale, un momento di viva socialità, tra un centinaio di cittadini romani, noti meglio come "atelieristi", e gli Agenti del Ratto, per lavorare tutti insieme alla preparazione di alcune azioni teatrali (letture, movimenti, suoni, canzoni) in vista della mise en espace del 14 dicembre Euromemoria, frammenti da un presente remoto (presso il Museo Centrale Montemartini), serata conclusiva del Prologo e inizio dell'anno di attività de Il ratto d'Europa a Roma.

A seguire, le impressioni e il racconto di uno degli "atelieristi": Maura Gigliotti.

Il ratto distratto
Ratto distratto insoddisfatto
piccolo piccolo piccolo ratto
Ratto disfatto a caccia di un gatto
piccolo piccolo piccolo ratto
Ratto contratto ma casa ritratto
piccolo piccolo piccolo ratto
Ratto malfatto rifatto in anfratto
piccolo piccolo piccolo ratto
Ratto
Atto
Tto
To
Ooooooooooooooooo
Piccolo
piccolo
piccolo
ratto
Che poi siamo tutti qui figli di un dio minore qui senza presente se non un ossequioso ritrarsi del tempo senza passato se non un'insana memoria di gesti consueti senza futuro mai.
Il ratto comincia e comincia piano piano e' sottile il ratto e indugia sofficemente.
Roma una giornata senza sole di un pallido novembre che sa già di natale.
Claudio e' tornato Claudio che ha inventato parole giochi per noi trapezisti del tempo atelieristi senza fissa dimora. Arriviamo sparsi tutti con le nostre belle storie addosso che si dice karma ma che e' solo vita in disfacimento.
Sorrisi e sguardi appena accennati un lieve riconoscersi senza necessità di un saluto di un ciao come stai che con fb è più facile molto più facile che su fb sono tutti amici.
Claudio l'incantatore è tornato lui che mette insieme le mani con le parole che ti senti la pancia calda e che forse è solo il cuore che sa di zucchero a volte ma solo a volte.
Ratto d'Europa racconta un'Europa stuprata svilita derubata e rubata ai sogni declinata in un futuro senza un poi.
Claudio ha le mani piene di parole e si avvicina sorridendo quel sorriso da Gandalf il grigio quel sorriso che sa di terra e di memoria e ci racconta di un'Europa possibile e diversa ci divide ci smarrisce ognuno inconsapevole dell'altro che è un perdersi nella danza della parole un mormorare sommesso di pensieri opere e omissioni un tappeto di parole su cui mollemente indugiare.
Affidati alle giovani braccia di attori con la voce da uomo ed il viso bambino noi atelieristi dell'anima equilibristi del sottointeso ci lasciamo guidare ammaliare
io no io che non so recitare nemmeno il padre nostro e che l'atto di dolore lo confondo con l'ave maria io che le parole ce le ho dentro e non fuori.
Claudio si avvicina sorride che io quel sorriso me lo vado a cercare che mi piace che gli si chiudono gli occhi e diventano stretti stretti che neanche il vento ci passa da quegli occhi lì e mi dice tu no tu suoni che io suono suono male ma suono che anche quando cammino suono e a volte anche mentre dormo che è l'anima mia che canta canta male ma canta che c'è Olimpia che lei suona la fisarmonica ed è piccola piccola che la fisarmonica la nasconde tutta e rimangono solo le mani e i suoi capelli bruni. Claudio passeggia a volte scuote la testa come si trattasse di un refolo di pensiero che si affaccia e diventa ingombrante poi sorride annuisce gli atelieristi imparano memorizzano cantano intrepidi pronti per il ratto
Roma un altro giorno di un possibile altrove
Mi sveglio e sono già pronta oggi si compie il ratto distratto di un'Europa che è finita prima ancora di cominciare che il puzzle di Claudio oggi si compone e le parole si allineano a formare un possibile fluire di pensieri interrotti come certi discorsi sospesi a mezz'aria.
Parto direzione Centrale Montemartini che io non lo sapevo che a Roma c'era un posto così un posto dove il passato danza con un improbabile futuro che è già passato anche esso ma ancora non lo sa. Arrivo con il mio organetto sulle spalle che gli altri sulle spalle hanno la vita io no sulle spalle ho il mio organetto ed entro omaggiata da dioscuri impenitenti e li vedo che un po' parlano un po' recitano un po' pensano e a volte cantano più spesso sorridono la ciurma di un capitano coraggioso che conta il tempo dell'anima.
Arrivano glia atelieristi un po' nervosi un po' curiosi con nelle tasche i desideri assorti e perduti lasciati andare come cose da poco. Secondo un gioco di numeri e conti si dividono gli atelieristi e si moltiplicano le parole possibili rattizzate anche esse in un condizionale oggi improponibile oggi tutti nel presente di un qui ed ora inenarrabile. Siamo pronti ognuno con le sue belle parole strette strette addosso nella pancia che oggi le parole è da li che escono. Le mani esitano il mantice si apre e respira ed il suono accompagna un sipario che si apre gli spettatori curiosi passeggiano tra le parole che sono le nostre adesso un vento fatto di parole che scompiglia i capelli e i pensieri che porta sorrisi e leggeri dolori. Sparsi gli atelieristi tra piedi e mani di marmo e sguardi che chiedono ancora.
Poi un fischio
poi silenzio
poi il ratto va in scena.
Il ratto ed io di spalle insieme ai miei compagni di un giorno che io il ratto l'ho visto di spalle intravisto direi era grossa grasso e peloso il ratto e l'insano gesto di Giove innamorato di Europa la nostra povera piccola immemore Europa il ratto questa sera sono gli occhi degli spettatori che guardano che cercano che domandano e le mani che cercano le mani che le parole a volte fanno male
l'Europa delle banche
l'Europa infranta devastata

l'Europa che gli hanno strappato l'anima all'Europa.
Poi uno sguardo e si canta insieme e il respiro diventa uno
cento respiri insieme che diventano uno
che per una volta ci puoi credere all'Europa.
Maura Gigliotti
 

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