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SI INTITOLA “CHI SCIA SA VOLARE”

La scultura dei modenesi Morucci e Venturini esposta ai Mondiali di fondo in Val di Fiemme

È di Angelo Morucci e Mario Venturini la scultura sonora “Chi scia sa volare” che, dedicata ai Campionati del mondo di sci nordico in Val di Fiemme, viene esposta, da domani al 31 marzo, con 30...

È di Angelo Morucci e Mario Venturini la scultura sonora “Chi scia sa volare” che, dedicata ai Campionati del mondo di sci nordico in Val di Fiemme, viene esposta, da domani al 31 marzo, con 30 strumenti musicali classici di alto pregio, a Cavalese nel Palazzo Magnifica Comunità di Fiemme.

Un'opera in acciai ad alta resistenza e leghe di alluminio d'impiego aeronautico o automobilistico sportivo che i due artisti (viterbesi di nascita ma modenesi di adozione, in quanto vivono ed operano in città da circa 20 anni), uniti nell'acronimo “MVartindesign”, hanno appositamente creato per questo evento internazionale.

Una struttura che afferma un operare proprio dei grandi maestri che scolpivano con sapienza il marmo e la pietra. E i due modenesi, presenti alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2010 e 2012, si pongono sulle loro orme scavando da blocchi di leghe speciali di estrema durezza per trarre elementi che, accorpati con fibre di carbonio, offrono una rete ampia di punti di osservazione, di rapporti e prospettive per meglio esprimere una ricchezza di vita e di significati che il critico Maurizio Quartieri ben indica. A partire dai “tre atleti che discendono (a lato della scultura), incontrando nello sforzo competitivo quell'eleganza artistica che determina in proprio lo stile e la caratura del manufatto artistico, con la curvatura e la tridimensionalità delle linee che consegnano una volumetria dalla distinta lettura, “preziosa” proprio perché ha il significato dello sport quale nucleo accentratore dei fermenti di pace e integrazione”. La raffinata eleganza dell'opera, determinata anche dalla luncentezza della finitura per l'impiego di polvere diamantate, non nega l'adesione ad una realtà viva e il senso e valore della memoria culturale da individuare, al centro della scultura, nella “cassa di risonanza” in abete selezionato della Val di Fiemme, ideata da Fabio Ognibeni, che è magico amplificatore di suoni inimitabiili, omaggiati nei secoli dagli “stradivari” e dai “Guarneri di Gesù” costruiti con lo stesso natio della valle. Per Morucci e Venturini, con showroom in via Copilupi 21 (Direzionale Toscanini), è necessario fondere le esigenze dell'arte nell'esistenza, attraverso un'opera astratta che, nella dimensione sonora, acquista connotazioni di attualità. E ciò sostiene anche le altre sculture, come “Congiunto all'Universo” collocata nella collezione del Museo agli Eremitani di Padova “Giardino delle Sculture”, presso la Cappella degli Scrovegni, capolavoro di Giotto al quale si ispira, riprendendo in alcuni elementi la forma perfetta del cerchio, e “Il ciclista volante” omaggio a Salvatore Morucci, campione del ciclismo degli anni ’50, esposta a Roma nel Palazzo Doria Pamphili e poi a Pechino.

Dopo la mostra a Cavalese,

la scultura “Chi scia sa volare”, esposta al Museo Mart di Rovereto e alle Gallerie di Trento, con la coppa del mondo di sci (cristalllo) e le tre medaglie Fis, sarà donata alla Federazione Internazionale di Sci e troverà posto, in permanenza, al Museo di Losanna.

Michele Fuoco

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