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Gli onorevoli modenesi scelgono i “portaborse”

C’è chi ha già deciso, chi aspetta di aver chiara la situazione, chi si affida al partito I grillini fanno la selezione pubblica. A disposizione dai 3690 ai 4180 euro mensili

Per tutti sono i “portaborse”: le persone che assistono onorevoli e senatori nei lavori a Roma, che scrivono i testi e si documentano su Leggi e argomenti nelle commissioni. Nella squadra dei 13 modenesi del Pd, Pdl e 5Stelle, in partenza per la Capitale qualcuno ne farà sicuramente utilizzo mentre altri aspettano di toccare con mano la realtà romana per decidere cosa fare.

Un lavoro essenziale per svolgere l'attività, ma che rappresenta anche la massima espressione del sottobosco politico in cui regnano nepotismo o spreco, appetibile da molti soprattutto in tempo di crisi: al Movimento 5 Stelle, l'unico che ad oggi ha lanciato il reclutamento pubblica su Internet, sono arrivati più di 15 mila curriculum, anche se la scelta del collaboratore si basa sul rapporto fiduciario. Lo spiega il Disegno di Legge 3508, fermo al Senato da ottobre 2011: il “rapporto di lavoro ha natura fiduciaria ed è fondato sull'accordo delle parti”. Per avvalersi dei collaboratori, i parlamentari hanno a disposizione un budget mensile di 3.690 euro alla Camera e 4.180 euro al Senato.

Dentro il Pd modenese, ci sono quelli che aspettano e quelli che invece hanno già le idee chiare. Tra i primi c'è Matteo Richetti, deputato: «Sui collaboratori non ho ancora fatto nessuna valutazione. Oggi i gruppi sono dotati di tanti consulenti forniti dal partito per affrontare il lavoro nelle commissioni, mentre per seguire l'attività parlamentare penso di trovare un appartamento a Roma». Anche Manuela Ghizzoni, deputata e con una Legislatura già sulle spalle, sa come muoversi: «Negli anni scorsi avevo una persona regolarmente assunta che mi aiutava. Percepiva 1800 euro netti al mese, ed era stata segnalata da precedenti deputati. Per questa Legislatura valuterò».

Giuditta Pini, deputata, punta al risparmio: «Non si ancora quanto durerà la Legislatura e prima di fare contratti aspetto. Per adesso mi occuperò di tutto personalmente». Stefano Vaccari, al Senato, è della stessa linea: «Al momento non so fare previsioni alcune se avrò un assistente personale o meno». Cecile Kyenge, deputata, non si sbilancia e aspetta le indicazioni del Pd nazionale sulla questione: «Mi sembra precoce parlare di questo, e per adesso mi sto gestendo in autonomia i lavori».

Maria Cecilia Guerra, al Senato, già sottosegretario nel Governo Monti, vive a Roma in un miniappartamento in affitto: «È meglio per seguire le attività: il Parlamento è un lavoro vero, e si può rendere necessario il supporto dell'assistente. Mi baso sul rapporto fiduciario, e nella Direzione in cui lavoro ho messo una persona di mia fiducia a capo di un team di 5 persone fornite dal Ministero». Anche per Carlo Galli, deputato, l'assistente è una figura necessaria: «Più ce ne sono di figure così, più i parlamentari lavorano meglio. È come il primario in sala operatoria: anche lui ha degli assistenti. Penso in qualche modo di prendere in considerazione l'ipotesi».

Per Edoardo Patriarca, deputato, «un parlamentare deve avere un sostegno fornito dal partito e una persona scelta da me che mi aiuti a tenere i contatti», e prevede di utilizzare l'indennità di 3.690 euro proprio per questo.

I rappresentanti del Movimento 5 Stelle non rinunciano agli assistenti, ma attraverso Internet puntano a una selezione trasparente. Lo spiega il neodeputato Vittorio Ferraresi: «Saranno selezionati in base al merito, mentre il rapporto di fiducia del cosiddetto portaborse è da valutare. Penso che il collaboratore sia necessario per affrontare i lavori burocratici», e sulla prossima esperienza dice: «Sicuramente andrò a vivere in un Bed&Breakfast a Roma condiviso con altre persone del 5Stelle per lavorare costantemente».

Carlo Giovanardi, senatore in quota Pdl, è invece l'unico ad avvalersi di 2 assistenti: «Ne ho uno a Modena e uno

a Roma assunti con contratto Co.co.pro a circa 2mila euro al mese ciascuno. Sono figure importanti che servono a svolgere al meglio le mie attività al Senato: agenda, ricerca legislativa, rapporto con i media, organizzazione di tutta l'attività. C'è anche chi si avvale dell'addetto stampa».

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