Menu

Il mistero del Duomo di Modena: i leoni si colorano di rosso- VIDEO - FOTO

Freschi di restauro i bassorilievi della facciata e le due statue del portale centrale assumono con la pioggia sfumature vermiglie. La causa, forse, nella pulitura

Prima erano verdi, poi sono divenute bianche e ieri le abbiamo viste di un rosso piuttosto intenso. Non stiamo parlando della bandiera italiana, ma delle preziose pietre del Duomo, in particolare quelle della facciata. Come si vede dalle foto di questa pagina la colorazione oggi è rossa, è cambiata rispetto al passato ed è evidente in particolare nei due leoni di origine romana ai lati del portale centrale e anche nelle formelle che contornano stesso. Il Duomo cambia colore appunto. Prima del restauro compiuto in questi ultimi anni tutti ricordano le pietre sporche colpite dai muschi e dai licheni che in vari punti gli davano una colorazione verdognola. Successivamente ai lavori eseguiti dalla ditta specializzata Candini Arte di Castelfranco, sotto stretto controllo della Soprintendenza beni architettonici, le preziose pietre di origine soprattutto romana erano divenute di un bianco molto bello, quasi candido. Ora, con la brutta stagione, emerge un colore rosso che sui leoni stilofori e in alcune formelle della facciata è davvero evidente. Dovremo abituarci a questa nuova colorazione oppure si può ancora intervenire sulla pietra magari utilizzando qualche prodotto specifico? Il responsabile esecutivo del restauro, Claudio Candini, non ha visto ieri la reazione sulla facciata: «Mi sta informando lei - dice - e ora verificherò, però posso dire che non abbiamo utilizzato nella pulizia della facciata alcun prodotto. Quelle preziose pietre hanno la base rossiccia e quando prendono molta acqua, com'è avvenuto in questi giorni, il colore si accentua. La pietra insomma vira sullo scuro, ma con la bella stagione questo problema si risolve. Abbiamo utilizzato nella pulitura solo i prodotti certificati dalla Soprintendenza. In ogni caso avviene come con l'intonaco di una abitazione che si scurisce quando prende acqua». Al momento questa sembra la spiegazione più accreditata, ma quel che è certo è che ieri davanti alla facciata molti notavano questo "problema". In piazza tanti si chiedevano se dopo il restauro - su via Lanfranco e la facciata avvenuto grazie a 1,2 milioni di euro devoluti dalla Fondazione Crmo - dovremo abituarci ad avere un duomo rosso in molte sue parti. In passato però, con le pietre sporche, non era evidente e non sarà stato così neppure nei secoli passati. Un giro tra gli esperti che si occupano di restauro conferma. «Non abbiamo visto la reazione - spiegano - ma non pensiamo sia dovuto a prodotti usati, non avrebbe avuto senso farlo. La pietra lì è probabilmente di tipo ammonitico e dunque è a base rosacea. La presenza dai licheni ha liberato le spore e quando piove o c'è molto umido l'ossido interno viene in superficie. In ogni caso lasciare la patina era impossibile, quella era sporcizia». Ora ci diranno gli studiosi e i funzionari della tutela se occorre intervenire oppure se siamo davanti a una situazione naturale con questa intensità, quel che è certo è che si conosce bene il materiale. Il rosso ammonitico è una roccia storicamente spesso utilizzata come pietra da costruzione, basti pensare all'Arena di Verona

per citare un altro monumento, mentre è soprattutto usata come pietra ornamentale per interni ed esterni. Il rosso ammonitico veronese è particolarmente diffuso in Italia, ma si trova in tutta la cintura alpina sud-europea e persino sulla catena himalayana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Modena Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro