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L’esperto: i leoni rossi del Duomo di Modena? La colpa è di un solvente

Bruno Zanardi, restauratore del Duomo di Orvieto: mi pare l’ipotesi più seria Piccinini, responsabile dell’Unesco: tranquilli, il colore è solo giallo-aranciato

I leoni e le sculture della facciata del Duomo che si colorano di rosso vermiglio quando piove qualche ora stanno preoccupando molti, mentre da Soprintendenza, Direzione regionale e gestori del sito Unesco arrivano rassicurazioni.

Il caso delle preziose pietre spacca in due gli studiosi. Chi avrà ragione? «Guardando le foto – spiega Bruno Zanardi, noto restauratore del Duomo di Orvieto e del Battistero di Parma – viene in mente, riguardo la coloritura, una ipotesi quasi certa e due meno probabili. Queste ultime sono: o l'attacco di un fungo come a me accadde sulla facciata di Orvieto, ma lì si trattava di un rosso violaceo, oppure di una colorazione in antico del leone arrossato. In questo caso i restauratori potrebbero non essersene accorti, ma mi pare strano che si sia mantenuto il colore, pure possibile, solo su una parte. Mi pare invece si possa parlare di uso di un solvente come il Edta, una sostanza che crea complessi legami con i sali metallici, tipo calcio presente. L'Edta ha solubilizzato i sali metallici del rosso e del bianco di Verona: quando piove accade che le protezioni superficiali se ne vadano e l'acqua entri in fretta portando in superficie i sali. É dunque una sorta di migrazione dei sali metallici presenti e il danno non è irrisolvibile anche se la mia impressione è di straniamento. Basterebbero impacchi di seppiolite, una sorta di carta assorbente, e acqua distillata che essendo priva di sali porta fuori quelli che incontra e li attacca alla carta. Mi chiedo solo se hanno usato sostanze organiche, questa sarebbe una vera stupidaggine perché le fonti antiche ne parlano ma io non le ho mai individuate e dire che ai tempi del restauro della Colonna Traiana le avevo tanto cercate».

La responsabile del comitato di pilotaggio del sito Unesco, Francesca Piccinini invita a restare tranquilli. «Mi sono recata due volte sul posto – spiega – e le foto pubblicate dei leoni mi sono sembrate molto, molto più rosse del reale, perché la colorazione che si nota dal vivo è di un giallo-aranciato. Colore e impressione dal vivo, agli occhi di chi ormai ha accumulato trent'anni di esperienza, mi fanno dire che siamo in presenza di un fenomeno naturale di evidenziazione delle patine di ossalati dovuto alle particolari condizioni atmosferiche (molta pioggia e molta umidità). Tanto è vero che nei giorni di clima più secco, la colorazione diviene meno evidente. In certi punti, poi, la colorazione tendente all'arancio è sicuramente accentuata dagli ossidi di ferro emanati dalle zanche impiegate nei vecchi restauri: non a caso sono presenti soprattutto nelle zampe dei leoni che hanno subito pesanti inteventi in tempi non certo recenti. Il fenomeno, in sostanza, mi pare quasi naturale in quanto evidenzia la presenza di patine

protettive a base proteica usate in passato per uniformare il diverso colore delle pietre impiegate per rivestire il Duomo, patine che il recente restauro di Candini ha fortunatamente preservato. Nessuno, per ora, ci ha rovinato il nostro amato Duomo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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