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Ora sui leoni del Duomo spunta anche il verde - LE NUOVE FOTO

Non soltanto rosso, con le abbondanti piogge le parti della facciata si modificano Il ministero precisa: «Non è colpa dei solventi, fenomeno naturale della pietra»

Un tempo le “cattedrali erano bianche”, titolo di una prestigiosa mostra dedicata nel 1984 al Duomo, oggi cambiano i tempi e sono colorate. E non solo rosse, come la Gazzetta ha riportato la scorsa settimana, ma anche in parte verdognole. Sembra uno scherzo, ma non lo è e forse è ora giunto il momento di rendere note nei dettagli le metodologie e i prodotti usati nel restauro conservativo. Nei giorni di pioggia i leoni alla base del portale della facciata – ma non invece le altre statue poste alle basi dei portali di via Lanfranco e piazza Grande - assumono una colorazione rossa, mai registrata in precedenza. Dopo alcuni giorni di tregua meteorologica in cui i leoni sembravano tornare a schiarirsi, ieri, come si vede dall'immagine a fianco, a causa delle abbondanti precipitazioni e dell’elevato tasso di umidità si sono nuovamente accesi di un rosso intenso. Non solo, ma una parte del leone posto sul lato destro del portale presentava una colorazione “verdina” con un punto invece di verde più intenso.

IL MISTERO CONTINUA. Che accade ai leoni di origine antica? Nei giorni scorsi alcuni esperti della soprintendenza, del sito Unesco e dell'Università di Modena si sono recati a visionare le opere: non hanno notato questa tendenza alla coloritura verde? Nel frattempo sul tema interviene la Direzione regionale dell'Emilia Romagna per spiegare il fenomeno di arrossamento che secondo il noto restauratore Bruno Zanardi sarebbe dovuto a una emersione in superficie dei sali metallici della pietra a seguito dell'uso di solventi. L'invito degli uffici statali di tutela è volto alla tranquillità, ma nel frattempo scoppia anche un contenzioso con Italia Nostra. L'associazione, a Modena presieduta dall'ex giudice di Cassazione Giovanni Losavio, secondo la legge 211 del 1980 è ritenuta dallo Stato di interesse pubblico mentre viene definita un ente “portatore di interessi privati” dalla Direzione regionale. Con questa motivazione quest'ultimo ente ha negato a Italia Nostra l'accesso ad atti amministrativi relativi al restauro del 2010. «Non abbiamo fornito risposta a Italia Nostra - spiega una nota della Direzione regionale - perché la sua richiesta riguarda atti di esclusiva natura amministrativa e non tecnica. Italia Nostra avrebbe fatto ricorso alla commissione per l'accesso ai documenti amministrativi presso la Presidenza del consiglio. Non ne abbiamo ancora notizia e attendiamo ulteriori sviluppi nella completa consapevolezza di avere operato in modo trasparente e nel rispetto delle norme».

I RESTAURATORI. Riguardo l'arrossamento dei leoni l'ufficio statale spiega che «Le alterazioni visibili con maggior contrasto erano presenti anche prima dell'intervento di conservazione e sono dovute a fenomeni di corrosione di elementi metallici utilizzati per mantenere unite le parti di cui sono composte le statue. Questo fenomeno irreversibile ha modificato localmente la cromia originale della pietra che ha assorbito gli ossidi lasciati dal ferro. Non sono state utilizzati per l'intervento sulle superfici materiali citati in un articolo, l'Edta e sostanze organiche, ai quali si imputa la comparsa della colorazione rosso- arancio. Inoltre i leoni stilofori non sono realizzati in bianco e rosso di Verona ma in pietra di Vicenza. Monitoriamo costantemente, anche attraverso l'Istituto superiore del restauro di Roma, il Duomo romanico».

IL PRECEDENTE. È invece tutto molto semplice per l'esperto d'arte Ivan Maria Gozzi: «All'inizio degli anni Novanta informai che i leoni stilofori divennero verdi a causa dell'acqua che vi colava sopra. Il leone ora è divenuto rosso a causa della scarsa attenzione degli addetti alla manutenzione della chiesa: questi signori non hanno capito che l'acqua ha corroso la patina che copriva i pluviali in ferro. Questi non sono mai stati riverniciati e protetti e ora producono dell'acqua rugginosa che cadendo dall'alto colora di rosso le pietre sottostanti. Consiglierei l'intervento di uno specialista di tubature e pluviali, perché

non è certo questione delle cinture in ferro: quelle sono lì da cent'anni e non provocano il problema. Già ebbi modo contestare passati restauri al Duomo e venni prima condannato e poi pienamente assolto per le mie opinioni che raccontavano fatti veri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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