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S.Agostino: così sarà il nuovo polo culturale di Modena - FOTO - FOTO /2

Investimento da 60 milioni di euro per biblioteche e foto. Dal 20 aprile una mostra illustrerà il progetto firmato Gae Aulenti

Eccolo il nuovo polo culturale Sant'Agostino, con le due nuovissime torri in vetro per centinaia di migliaia di libri poste nel cortile centrale, e i percorsi interni arredati all'ultima moda dove il pubblico potrà sostare alle biblioteche Estense e Poletti e vedere le fotografie contemporanee del centro per la fotografia. Un super investimento da 60 milioni di euro per la Modena del futuro con la trasformazione dell'ex ospedale settecentesco, a due passi dal Novi park che a quel punto potrà essere usato dai turisti, che dovrebbe completarsi nel 2017.

La riqualificazione firmata da una star dell'architettura, la defunta Gae Aulenti, e oggi più propriamente dai modenesi Ingegneri Riuniti entro dunque nel vivo. La Fondazione Crmo, proprietaria dell'immobile settecentesco e finanziatrice quasi per intero del suo restauro, annuncia per il 20 aprile l'apertura di una mostra che anticiperà l'inizio dei lavori previsti per fine anno. “Il cantiere della cultura”, allestita proprio al S. Agostino di fronte a Palazzo dei Musei, è curata dallo studio Aulenti Architetti Associati e illustra in modo analitico gli interventi previsti sull'antico edificio ducale approfondendo ogni aspetto tecnico. Saranno esposti i disegni e i rendering, anticipati nei giorni scorsi dal Giornale dell'arte in edicola, di quello che i viene definito il piccolo Beaubourg modenese. Tempo quattro anni e poi nei 23mila metri quadri del complesso, acquistati dalla Fondazione e gestiti grazie a un accordo con il ministero per i Beni Culturali e il Comune, arriveranno le novità. In particolare attraverseranno la piazza gli 800mila libri delle biblioteche Estense, collocata al secondo piano e Poletti (al quarto) e sarà realizzato un ampio spazio espositivo per le mostre. Ma anche altro troverà posto al S. Agostino, come Fondazione Fotografia con la scuola per giovani artisti e un videobar, il centro linguistico universitario, un auditorium da 180 posti oltre a bar, ristorante, negozi, alloggi nella foresteria e altri luoghi per manifestazioni. Ma il punto più evidente - peraltro l'unica aggiunta moderna che la Soprintendenza ha permesso insieme alla copertura del cortile centrale - saranno necessariamente le due torri definite lame librarie meccanizzate. Esse saranno alte una trentina di metri, di cui 23 visibili e 7 sotterranei, e ospiteranno scaffalature per i libri: questi saranno raccolti grazie a un braccio motorizzato. L'ampio progetto ha ottenuto il via libera dal ministero lo scorso ottobre e la scelta dei progettisti è avvenuta attraverso un bando pubblico internazionale che ha visto la partecipazione di 80 gruppi d'architettura. Al termine del percorso hanno vinto Gae Aulenti con il Consorzio Leonardo, appunto gli Ingegneri riuniti di Modena, e con lo studio Doglioni Daminato di Feltre. La commissione

tecnica incaricata di individuare il progetto alcuni mesi fa non ha scelto i vincitori ma ha indicato una “rosa” di nomi da cui la Fondazione ha individuato i prescelti.

Stefano Luppi

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www.gazzettadimodena.it

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