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Un passo nel futuro «Così cambierà volto il Sant’Agostino»

L’ex ospedale Civile diventerà nel 2017 il “polo culturale” Costo: 62 milioni di euro. Via ai lavori entro la fine dell’anno

Un progetto da 62 milioni di euro che, grazie in particolare alla Fondazione Crmo che li investirà quasi per intero, nel 2017 trasformerà il volto dell'offerta culturale di Modena. È la ristrutturazione del complesso settecentesco ex ospedaliero di Sant'Agostino che diverrà il “Cantiere della cultura” ospitando al suo interno la statale Bilioteca Estense, la biblioteca civica d'arte Poletti, un mega centro espositivo, il Centro linguistico e per l'internazionalizzazione dell'università, un auditorium da 180 posti, la Fondazione Fotografia, negozi, bar e alcuni appartamenti. L'ideatrice del progetto è l'archistar Gae Aulenti, scomparsa alcuni mesi fa, mentre la costruzione è affidata agli Ingegneri riuniti di Modena. A fine anno partiranno i lavori, intanto Giuseppe Iadarola, capo del progetto e presidente degli Ingegneri, illustra in anteprima il progetto che sarà presentata tra dieci giorni alla città.

FUNZIONI. «Il S. Agostino sarà oggetto di un intervento edilizio di riqualificazione, rifunzionalizzazione e restauro conservativo, con rafforzamento della leggibilità della fabbrica settecentesca, in un isolato del centro caratterizzato dalla facile accessibilità per i mezzi pubblici e privati. Gli istituti che vi troveranno sede risolveranno i loro problemi di spazio, oggi impellenti».

I NUMERI. «Dei 23mila metri quadri del complesso saranno quasi 6mila quelli della parte comune, mentre il polo bibliotecario ne avrà 8mila, quello espositivo oltre mille e 2mila a testa per Fondazione Fotografia e Centro linguistico. Il cantiere durerà 1300 giorni e l'appalto al netto costerà 43 milioni di euro: 9 milioni per l'intervento alla parte dell'area delle Tenaglie, 7 milioni per l'area monumentale e altrettanti per il nuovo edificio commerciale. Il restauro costerà quasi 6 milioni, mentre ne serviranno una decina per i vari impianti».

LE DUE TORRI. «Dopo una prima fase in cui Gae Aulenti aveva pensato a un pozzo profondo 23 metri per contenere l'oltre milione di libri che qui saranno conservati, oggi il segno forte del progetto sono le due torri. Poi abbiamo accantonato l'idea e Aulenti allora ha avuto questa intuizione delle torri librarie di vetro e acciaio. Le chiamiamo lame, saranno alte 23 metri e praticamente non si percepiranno da lontano, se non da via Emilia Ovest forse: custodiranno 800mila libri di Estense e Poletti e il prelievo avverrà tramite uno scenografico braccio meccanico che depositerà i volumi alle postazioni degli addetti posti al quarto piano per la Poletti e piano nobile per l'Estense».

GRAN CORTILE. «La copertura del cortile centrale farà nascere una piazza coperta che rappresenta l'atrio e il biglietto da visita del complesso, da cui si dirameranno i percorsi per tutti gli spazi. Qui saranno pubblicizzati tutti gli eventi culturali della città e qui ci saranno esposti a scaffale aperto 250mila volumi molti di più di queli oggi esposti nelle biblioteca».

ALTRE ARCHITETTURE. «Sarà costruito ex novo uno spazio trasparente al posto dell'attuale Pronto Soccorso destinato alle mostre, mentre nella zona monumentale un'altra demolizione lascerà spazio a uno store su due piani con uffici e sala fitness».

Infine le polemiche, anche se Iadarola su questo punto non parla. Non mancheranno alcune polemiche soprattutto relativamente al fatto che la Poletti sarà collocata al quarto piano mentre l'Estense sarà al piano nobile dell'entrata principale del Palazzo. Farà inoltre tremare i puristi l'idea che centinaia di migliaia di volumi debbano in sostanza attraversare la strada passando dall'attuale collocazione di Palazzo dei Musei alla nuova. La convenzione del 2007

tra Stato e Modena inoltre colloca la Fondazione Fotografia, ente centrale nella politica culturale di questi anni di Fondazione Crmo e Comune, nella parte non monumentale. Ma di questo, forse, molti in città saranno felici considerando i tanti investimenti nella fotografia contemporanea.

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