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Usa, bomba alla maratona di Boston: almeno 3 morti e 150 feriti Tutti i llesi i modenesi e gli italiani in corsa. | IL RACCONTO: Antonio Mascolo: "Ero lì, all'improvviso hanno bloccato la corsa" - FOTO/1 - FOTO/2  - VD/1 - VD/2 - VD/3-VD/4

Tra le vittime un  bambino di 8 anni, e

oltre 140 feriti, di cui almeno 19 gravi. Oltre 10 le amputazioni..Secondo il console italiano a Boston le esplosioni non avrebbe coinvolto nessuno dei modenesi impegnati nella gara. Ecco i numeri per avere informazioni 001 - 617- 722 - 9302 oppure 001 - 001 617- 722- 9201/02/03.

IL PUNTO DELLE 6,30. I MORTI SONO 3 E OLTRE 140 I FERITI. Tre vittime, tra cui un bambino di 8 anni, e oltre 140 feriti, di cui almeno 19 gravi. Oltre 10 le amputazioni. Si aggrava così il bilancio della tragedia alla maratona di Boston che ha fatto ripiombare gli Stati Uniti nell’incubo terrorista. Al momento, ma la prudenza è d’obbligo, nessun italiano risulta tra i feriti. Sulle tv americane vengono trasmessi in maniera ossessiva i tanti video delle due esplosioni a 12 secondi di distanza. Quindi le grida della gente in preda al panico e il sangue sulla strada. Scene forti che gettano un Paese intero nell’angoscia, in uno stato di choc. La foto di un podista di 78 anni scaraventato a terra dallo spostamento d’area a pochi metri dallo scoppio è già diventata l’immagine simbolo, l’icona di questa tragedia.

LE INDAGINI Intanto il lavoro degli inquirenti è a tutto campo. Nessuna pista viene esclusa. Così come affermato da Barack Obama, non si conosce ancora la matrice dell’attentato: se esterna, legata al fondamentalismo islamico, o interna, legata ad estremisti come quelli che il 19 aprile del 1995 fecero saltare in aria un edificio federale ad Oklahoma City, provocando 168 morti e 680 feriti. Alla guida delle operazioni gli agenti del Fbi, che in una breve conferenza stampa hanno ribadito come siano in corso «indagini criminali, potenzialmente nell’ambito del terrorismo». Mentre si sta passando al setaccio ogni foto, ogni fotogramma delle telecamere a circuito chiuso della zona, trapela la notizia che ci sarebbero alcune immagini di un sospetto vestito di nero, con due zainetti sulle spalle. Inoltre, si sta dando la caccia a un furgone preso a noleggio che è stato visto entrare nella strada della corsa appena prima dello scoppio, e poi scappare via.

LE BOMBE ERANO NEI CESTINI DELLA SPAZZATURA. Pare che i due ordigni, artigianali, pieni di cuscinetti a sfera, siano stati posti dentro alcuni cestini della spazzatura lungo il marciapiede e siano stati fatti esplodere con un telecomando a distanza. Si era anche sparsa la notizia del ritrovamento di altri cinque ordigni inesplosi, oltre alle tre bombe che fortunatamente non sono scoppiate e fatte brillare dagli artificieri. Ma più tardi gli inquirenti hanno fatto sapere che non si trattava di dispositivi esplosivi. Smentita anche l’indiscrezione secondo cui gli agenti avrebbero già fermato un giovane saudita. Piuttosto, la polizia di Boston sta interrogando una ’persona d’interessè, un giovane straniero negli States con visto studentesco, rimasto ustionato dall’esplosione. Ma sempre gli inquirenti sottolineano che non si tratta di un ’sospetto'. .

I MODENESI. Non ci sarebbero feriti tra i modenesi in corsa alla maratona di Boston nel corso della quale sono stati fatti esplodere alcuni ordigni esplosivi che hanno provocato la morte di alcune persone.Sin qui il bilancio è di tre persone morte e almeno 140 per le due esplosioni che a distanza di 20 secondi l’una dall’altra hanno investito i corridori della maratona di Boston sulla linea del traguardo. Le esplosioni si sono verificate intorno alle 14,50 locali, circa le 22 in italia. Sarebbero stati 4 gli ordigni fatti esplodere mentre passava il lungo fiumi dei podisti. Lo riferisce la filiale locale dell’Abc.

I NOMI DEI PODISTI MODENESI. E tra le migliaia di partecipanti a quella che è una delle maratone più apprezzate dagli appassionati di tutto il mondo c’erano anche numerosi italiani (227 secondo gli elenchi ufficiali) ed emiliani iscritti, scorrendo gli elenchi degli iscritti ufficiali. Tra di loro ci sarebbero tre tesserati per la Polivalente Castelnuovo Rangone settore podismo: Ivana Benassi (46 anni), Roberto Colombini (62) e Davide Levoni (44), Gerardo Mastroberardino (53). Tra i modenesi iscritti Mauro Bedini (53), Giuseppe Ludergnani (47) e Angelo Tiozzo (67).E ancora da Carpi risulta iscritto Marco Malavolta (58), da Sassuolo Andrea Biagini (44), da Pavullo nel Frignano Miranda Rolando (49). Al momento nessun di loro figura tra i feriti. In queste ore le famiglie stanno cercando di mettersi in contatto con loro per accertarsi che stiano bene. La maratona di Boston è la più antica tra quelle annuali e ad ogni edizione richiama migliaia di iscritti da tutto il mondo. La prima edizione risale al 1897. Alla gara partecipano ogni anno circa 20 mila atleti, ma la centesima edizione nel 1996 raggiunse quota 38 mila iscritti

NUMERO VERDE PER AVERE NOTIZIE Il console italiano a Boston, dottor patorelli ha fornito i numeri di telefono che si possono chiamare per avere informazioni:  001 - 617- 722 - 9302 oppure 001 - 001 617- 722- 9201/02/03.

IL CONSOLE: NESSUN ITALIANO FERITO. - La situazione a Boston «è molto convulsa. È una grandissima tragedia, ci siamo messi subito in stretto contatto con l’unità di crisi, abbiamo inviato due team sul luogo dell’attentato un altro in giro per ospedali, ma posso dire che al momento non risulta alcun connazionale coinvolto». Lo ha riferito all’Agi il console italiano a Boston Giuseppe Pastorelli. Alla domanda se gli italiani iscritti alla maratona fossero 220, Pastorelli ha risposto che «è una cifra che si avvicina alla realtà e alla quale bisogna aggiungere familiari e turisti». Patorelli ricorda i numeri di telefono che si possono chiamare per avere informazioni: 001 - 617- 722 - 9302 oppure 001 - 001 617- 722- 9201/02/03.

 

LA TESTIMONIANZA DI MASCOLO Tra gli atleti alla corsa c'era anche Antonio Mascolo, per 20 anni è stato direttore della Gazzetta di Modena, che in una testimonianza telefonica ha detto di stare bene e di essersi accorto dell'accaduto quando, intorno al 30esimo chilometro hanno improvvisamente fermato tutti i podisti, spiegando cosa era accadit. IL SUO RACCONTO

LA FESTA DIVENTA TRAGEDIA. La morte in faccia e una festa che si trasforma in tragedia. Anche l’aspetto sportivo dell’attentato alla maratona di Boston che ha scosso una volta ancora l’America porta i segni della paura, dello sgomento, dell’incredulità: «Ho sentito un rumore enorme, la festa si è trasformata in terrore e non ho più pensato a finire la gara», è la testimonianza a caldo di Paolo Rossi, 48enne pistoiese, che ha visto prima il traguardo nella centralissima Copley Square e poi la morte passargli a fianco. «Ma della corsa ovviamente non m’importa, sono ore che piango», racconta all’Ansa. Rossi fa parte di un gruppo di italiani accompagnati alla maratona dal preparatore atletico Fulvio Massini (dell’Agenzia ’Born to Run’). «Eravamo una sessantina - spiega il 48enne maratoneta toscano - e per quel che risulta a me stiamo tutti bene. Quanto agli italiani arrivati a Boston con altre agenzie, non ho elementi per dire niente di certo. Di sicuro restano il terrore e la tristezza che ho provato: era vicinissimo il traguardo e questi assassini hanno trasformato una festa in una tragedia. È scoppiato il caos. Mia figlia, che aveva scavalcato una balaustra per correre al mio fianco gli ultimi metri, ha cominciato a piangere a dirotto, ci ha raggiunto di corsa mia moglie. Tra le lacrime, non riuscivamo nemmeno a parlare. Incredibile. I soccorsi sono scattati subito - aggiunge Rossi - e hanno isolato l’area dell’attentato. Così siamo tornati subito in albergo, dove ci troviamo ora, in attesa di notizie definitive su quello che è successo».

LA CORSA PIU' ANTICA La maratona di Boston è la più antica e forse prestigiosa del mondo. Quella corsa oggi era la 117/ma edizione. La Boston Marathon si svolge ogni anno dal 1897 nel Patriots’ Day, il terzo lunedì di aprile ed è una delle sei World Marathon Majors, a cui partecipano appassionati o corridori professionisti di ogni parte del mondo. Richiama ogni anno circa 500.000 spettatori. Alla prima edizione erano solo 18 concorrenti, oggi partecipano oltre 20.000 atleti. In occasione del centenario, toccò in assolto il più alto numero di maratoneti, con oltre 38mila iscritti (e ben 35.868 atleti arrivati al traguardo). La maratona di Boston nella sua ultracentenaria vita si è colorata anche del tricolore grazie alla vittoria di Gelindo Bordin, l’unico campione olimpico a vincerla. Accadde nel 1990, allorchè il maratoneta veneto si impose con una gara in rimonta,

stabilendo anche il proprio primato personale. Oggi anche lui è incredulo: «Sono incredulo», racconta. «Ricordo la grande cultura della città, il sogno che ogni atleta che corre quella gara si porta in petto: 100 anni di storia non ci creano dal nulla, Boston è la culla della maratona».

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