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Inceneritore di Modena: «Lo stop alla terza linea? Una decisione inevitabile»

 Provincia e Comune incassano l’annuncio dell’assessore regionale. Arletti: «Hera risparmierà 50 milioni». Ballestrazzi: «Li usino per il porta a porta»

«Lo stop alla terza linea dell’inceneritore? Beh, era inevitabile visto il cambio di prospettiva da una programmazione provinciale a una regionale per la gestione dei rifiuti». Con queste parole Emilio Sabattini, presidente della Provincia, ha accolto l’annuncio con cui l’assessore regionale Sabrina Freda ha voluto accompagnare l’anticipazione dei contenuti del documento preliminare al piano regionale di gestione dei rifiuti che dovrà essere approvato entro l’anno. Annuncio che ratifica una scelta già ventilata dalla Freda e che, sebbene non riportata nero su bianco nel documento preliminare, «costituirà il fondamento della determinazione dei flussi dei rifiuti, che sarà inserita nel piano vero e proprio». «D’altra parte - prosegue Freda - non potrebbe essere altrimenti vista la normativa europea cui dobbiamo attenerci. Rispetto all’attuale produzione dei rifiuti su scala regionale, gli impianti di smaltimento esistenti sono persino sovradimensionati, quindi non ha senso potenziarli. La potestà autorizzativa resta in capo alle Province, ma è chiaro che si dovranno attenere a quanto da noi previsto». Già, quindi, era nell’aria lo stop al potenziamento dell’impianto di via Cavazza, tanto che la Provincia aveva annunciato la sospensione dell’iter proprio in vista delle direttive regionali. «Tanto più perchè, di qui al 2020 - aggiunge Freda - si dovrà procedere persino al ridimensionamento degli impianti già esistenti». In Comune a Modena l’assessore all’ambiente Simona Arletti ha già preso visione del documento preliminare. «È chiaro che, se da questa programmazione regionale, come pare, dovesse emergere definitivamente che il nuovo camino dell’inceneritore non serve più, ci adegueremo. Tutto sommato abbiamo fatto la cosa giusta sospendendo l’iter. E Hera in questo modo potrà risparmiare 50 milioni di euro, tanti ne servivano per la terza linea, che auspichiamo possano essere investiti nell’ampliamento del centro di riciclo e nella realizzazione del biodigestore». Perchè non destinarli invece all’ampliamento della raccolta porta a porta dei rifiuti, «che oggi arriva a malapena a 12-15mila utenze se si contano anche le zone dove si fa solo parzialmente»? Ad avanzare la proposta è l’ex consigliere comunale Vittorio Ballestrazzi, oggi esponente della lista civica Modena Salute Ambiente.it, insieme a Sandra Poppi, che ne ha preso il posto in consiglio. «Già nel 2010, con l’approvazione di un ordine del giorno, il consiglio comunale si era impegnato a estendere il porta a porta, impegno rimasto disatteso - aggiunge Ballestrazzi - oggi si fa in maniera completa solo ad Albareto, senza però tariffa puntuale, quindi senza sconto in bolletta, mentre in centro si effettua solo per il cartone. Eppure se lo si estendesse a tutta la città, gli utenti risparmierebbero in bolletta il 15%».

E i costi? All’incirca la metà di quanto sarebbe costata la terza linea dell’inceneritore, secondo il dottor Natale Belosi, tecnico dell’Ecoistituto di Faenza che ha contribuito alla stesura del disegno di legge regionale sui rifiuti che dovrebbe approdare a breve in assemblea legislativa. «Si può stimare un costo del porta a porta di circa 110 euro procapite all’anno, 24 milioni di euro, di molto inferiore rispetto alla raccolta stradale poichè se da una parte aumentano leggermente i costi per la raccolta, dall’altra c’è una caduta verticale dei costi di smaltimento». E proprio il disegno di legge redatto da Belosi potrebbe dare un ulteriore impulso al cambio di strategia. «La nuova legge - spiega Sandra Poppi - prevede una diminuzione a monte della produzione dei rifiuti, l’estensione del porta a porta, l’eliminazione degli incentivi a inceneritori e discariche e la separazione del servizio di smaltimento da quello di raccolta per evitare gli attuali conflitti di interesse. Peraltro, oltre al denaro che Hera risparmierà, ci sono in ballo i 9 milioni di dividendi che il Comune di Modena ha messo nel bilancio 2012, frutto dell’11% di azioni Hera che possiede. Perchè non destinare anche quelli al porta a porta?». Poi c’è il comitato, quel Modena Salute Ambiente (altro dalla lista civica) che da 10 anni va ripetendo che la terza linea è inutile e insostenibile. Il comitato, evidentemente più volte scottato, resta sul chi va là: «Apprezziamo

l’intenzione, ma non ci fidiamo più dei politici - dice il presidente, Silvano Guerzoni - Se si vuole veramente dire no al raddoppio dell’inceneritore, lo mettano per iscritto subito. Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio».(cl.be.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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