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«Uno scempio all’ex S. Agostino»

Italia Nostra boccia il piano Aulenti per le torri e la biblioteca: incostituzionale

«Un “polo bibliotecario” contro i principi di restauro architettonico del codice dei Beni Culturali e contro i vincoli urbanistici del Piano strutturale comunale. Insomma fuori legge. Le chiamano, per pudore, “lame librarie”, ma sono torri - 23 metri fuori terra - che forano la linea di cielo del centro storico, alterano il panorama urbano. Se questa è cultura...».

È durissima la presa di posizione di Italia Nostra che boccia senza appello il progetto di Gae Aulenti per l’ex-ospedale S. Agostino. L’associazione contesta il “protocollo di intesa”, siglato da Comune, Ministero e Fondazione, che fa seguito a quanto sottoscritto dall’allora ministro Rutelli. «In quell’intesa il ministro si era impegnato con il presidente della Fondazione a non far rispettare le prescrizioni di doveroso restauro date dal suo soprintendente con l’autorizzazione alla vendita del Sant’Agostino, perché, se fossero osservate, lo riconosce con sconcertante franchezza il preambolo, le due biblioteche, lì, non ci starebbero» - ricorda Italia Nostra. «Mentre - prosegue - la firma del sindaco sulla stessa intesa sta ad assicurare che l’intervento sarà esonerato dai vincoli di Piano regolatore che perentoriamente lo vietano. Nel progetto in mostra non sono infatti più riconoscibili le strutture originarie della fabbrica settecentesca. Non solo il “grande cortile” definito dalla singolare architettura a tenaglia è coperto e inglobato in un unico rigido corpo compatto, nuovi volumi arbitrariamente si aggiungono, ma sul complesso svettano due torri librarie che con i loro ventitre metri scompaginano il paesaggio urbano storico. Le radicali ristrutturazioni delle porzioni liquidate come “non monumentali” e destinate ai più eterogenei servizi sono vietate dal Piano regolatore che anche lì prescrive restauro e risanamento conservativo». Infine, secondo Italia Nostra, l’ultimo “scempio”: «perché stiano nei più costretti spazi, saranno amputate alla base le scaffalature settecentesche

dell’Estense. Possono le istituzioni della tutela - si chiede Italia Nostra - approvare quel che vieta l’articolo 9 della Costituzione? Come mai la questione non è mai affiorata in Consiglio comunale? E il Consiglio comunale perché non l’ha rivendicata alla propria responsabilità?».

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