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Un dialogo interculturale tra moda, arte e personaggi

Si comincia domani alle 17 con un reading, due proiezioni video e una mostra Il prossimo sabato un’esposizione di abiti antichi e recenti e una sfilata

MODENA. È la cultura ad infrangere le barriere delle differenze, delle incomprensioni e a sostenere e unire civiltà diverse. E si può lavorare a progetti comuni, come quelli di cui si darà conto domani e sabato 18 maggio al Museo civico d'arte. Il primo esalta la parola e l'immagine, il secondo trova relazioni con la storia dei musei anche stranieri e con l'estro creativo nel campo della moda. Ne sono protagonisti studenti e insegnanti degli istituti Deledda e Venturi ma pure giovani e adulti d'altri paesi, grazie all'impegno del Centro territoriale permanente, del Centro stranieri dell'assessorato alle politiche sociali e la Casa delle culture. Si inizia domani alle 17 con la mostra “Storie di santi, eroi e migranti” che riguardano San Geminiano, Ludovico Sforza il Moro, Stefano II il Grande, eroe nazionale della Romania e Moldavia, la regina africana Abla Poku, il presidente afgano Najibullah, il bengalese Muhammad Yunus “banchiere dei poveri”, la leggenda di Aicha Kandicha del Marocco e altri personaggi di alta considerazione cui Cinzia Ghioldi ha dato un volto attraverso illustrazioni, dopo essere stati “raccontati” da due italiani e da 11 giovani provenienti dalla Guinea, Afghanistan, Bangladesch, Marocco, Brasile, Costa d'Avorio, Ghana, Ucraina e Moldavia. E il reading di domani farà rivivere queste straordinarie figure nel rapporto con le immagini (sagome in cartone a tecnica mista) e due video di Mauro Terzi che documentano gli incontri e il clima di stretta collaborazione in cui sono nate queste storie raccolte poi in un volumetto. Al progetto hanno partecipato il regista Riccardo Palmieri e il suo assistente Pablo Riccardi. E il “dialogo interculturale”, come dice Francesca Piccinini che ha reso vivo il museo che dirige, continuerà fra otto giorno, con “Museums in fashion”, con mostra e sfilata di moda. È il risultato di un «progetto biennale che ha comportato sei meeting in Italia e all'estero, con il coinvolgimento di allievi dell'Istituto Cattaneo-Deledda - dice il dirigente scolastico Alberto De Mizio - e di altri studenti finlandesi, rumeni e turchi in un dialogo con quattro musei tessili dei rispettivi paesi». Ad abiti storici riprodotti si uniscono quelli che i ragazzi hanno interpretato e resi attuali, guardando gli abiti antichi. Tante creazioni da indossare, il 18 maggio alle 17, per un “défilé” giovanile, con la scenografia e degli studenti del Venturi, e la regìa e le letture della compagnia “Il Ratto d'Europa”, e da mettere in mostra il giorno dopo con 20 capi, dall'abito aristocratico all'abito uniforme, della collezione storica (sono circa 250) del Museo, restaurati dall'Istituto Beni Culturali della Regione. L'esposizione resterà aperta fino al 14 luglio, con ingresso gratuito. «Le due iniziative rappresentano - sostiene Paola Del Vecchio, dirigente del servizio Politiche per l'intergrazione sociale - esperienze con una condivisione di storia, Un fatto importante per una città che, su 180 mila abitanti, conta 30mila presenze straniere».

Parla, invece, Roberto Alperoli, assessore alla Cultura, di «lavoro internazionale prezioso che ha messo insieme microcomunità di relazioni e di fraternità, nel riconoscimento delle diverse esistenze. È un'operazione degli istituti culturali che lavorano da anni su questi temi».

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