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«Un patto per l’Europa basato sull’unità e sulla pace»

I partecipanti ai LaboRat: «Il punto di riferimento del nostro lavoro è all’interno della Carta dei Diritti Fondamentali che traccia il profilo dei valori fondanti la Ue

L'Unione si fonda sui valori indivisibili e universali della dignità umana, della libertà, dell'uguaglianza e della solidarietà; essa si basa sul principio della democrazia e sul principio dello Stato di diritto. Pone la persona al centro della sua azione istituendo la cittadinanza dell'Unione e creando uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia.

(dal preambolo della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea)

Chi vive in Italia si trova in un territorio che è parte dell'Unione europea, una porzione istituzionalizzata dell'Europa continentale. Tra tanti che ricercano le “radici comuni” europee, ovviamente connotate da specifiche appartenenze religiose, etniche, culturali, a noi piace, se proprio dobbiamo porci il problema “da dove veniamo”, richiamare lo spirito che ha motivato l'idea di un'Europa unita. Ci ritroviamo quindi idealmente vicini a “padri” dell'Europa come Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, condividendo con loro l'idea di un “patto” inedito tra i popoli d'Europa, uniti dalla solidarietà e dalla comune volontà di progredire insieme, civilmente e in pace. “Unità nella diversità” è il motto dell'Unione; attesta un dato di fatto, ma suona anche come un impegno che, soprattutto oggi, l'Unione deve portare avanti: in tempo di crisi economica emerge, infatti, pure una crisi culturale, semplificata dai media come una “gara ad esclusione”: Germania vs. Italia o Grecia, Francia vs. Portogallo, ecc. Per questo il nostro punto di riferimento resta la Carta dei Diritti Fondamentali, che traccia il profilo dei valori fondanti l'Europa Unita, e rende espliciti i riferimenti ideali e i principi cui intende rifarsi. La democrazia è il bene comune primario degli europei, alimentato dalle libertà individuali e collettive e dalla giustizia sociale. La buona politica deve governare l'economia e orientarla all'equità, valorizzando l'apporto di tutti alla vita della collettività, offrendo ai suoi membri un lavoro dignitoso, tutelando le risorse ambientali, promuovendo l'accoglienza e la cittadinanza. Il 2013 è l'anno europeo dei cittadini e questi sono i primi che devono riconoscersi nella Carta e aiutarla a dare frutto. Il documento parla di “cittadini”, ma il termine che più vi compare è “persona”: la persona, con la sua dignità e unicità, deve essere il soggetto dei diritti nell'Unione Europea. La pace è un diritto di tutti; per realizzarla, però, è tempo che ogni persona che si trova, o si troverà, in Europa senta come un dovere lavorarvi personalmente e collettivamente in modo nonviolento. Ci piace pensare anche a un'Europa autorevole che sia punto di riferimento per un nuovo ordine giuridico e normativo della comunità internazionale, capace di prevenire i conflitti e di risolverli quando esplodono, svolgendo un ruolo di prestigio anche per una profonda riforma dell'ONU, da restituire allo spirito di effettiva rappresentanza dei popoli della terra: è la strada per togliere argomenti ai fanatismi di ogni matrice

e per prefigurare alternative credibili alla guerra. Il contributo che l'Europa può apportare al mondo può essere prezioso: può essere una garanzia per un futuro saldamente fondato sul dialogo e sulla ricerca d'incontro.

Le e i partecipanti al LaboRat della Casa per la Pace

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