Quotidiani locali

la recensione

Scommessa vinta con il solo neo della lunghezza

Il “Ratto d'Europa” è stato uno dei progetti culturali più interessanti realizzati a Modena da molti anni. Nato dall'incontro fra Emilia Romagna Teatro e il regista Claudio Longhi, ha sviluppato il...

Il “Ratto d'Europa” è stato uno dei progetti culturali più interessanti realizzati a Modena da molti anni. Nato dall'incontro fra Emilia Romagna Teatro e il regista Claudio Longhi, ha sviluppato il tema del rapporto con l'Europa, attraverso riflessioni e azioni riguardanti l'idea che ciascuno di noi ha in proposito, coinvolgendo l'intera città - enti, scuole, associazioni di ogni genere - in attività che i nostri lettori ben conoscono perché su queste pagine da mesi trovano il diario sistematico di tutte le iniziative. In questi giorni al teatro Storchi è in scena lo spettacolo scaturito dall'incredibile quantità di informazioni, suggestioni, azioni artistiche e critiche generate in otto mesi di intenso lavoro di artisti e operatori, tecnici e teorici, ma soprattutto di una cittadinanza attiva che ha trovato occasione di confronto su problematiche che ci riguardano da vicino anche se spesso siamo portati ad occuparci dell'Europa come se si trattasse di qualcosa altra da noi. Longhi, espertissimo nel gestire situazioni di scena anticonvenzionali, ha costruito una serata in cui nove attori, capitananti dal sempre bravo Lino Guanciale e circondati da uno stuolo di co-protagonisti arruolati fra musicisti, coristi e rugbisti modenesi, vivono un'esperienza tra il sogno e il gioco di ruolo ove l'Europa è protagonista e oggetto d'indagine, colta nelle sue peculiarità (dalle origini mitiche alle guerre che la hanno attraversata) e nelle sue problematiche maggiori, fino agli enigmi sul suo futuro, su cui finisce per arrestarsi lo spettacolo, giacché risulterebbe un po' velleitario prevederne con sicumera la soluzione. Il problema, però, è che questa “fine” arriva dopo quasi quattro ore senza intervalli, e per lo spettatore si tratta di una maratona faticosissima: un tempo dettato dalla quantità di materiale a disposizione, rielaborato con sapiente mano registica, ben interpretato, ricco di colori e suoni. È vero che, sotto tanti ragionevoli aspetti, il risultato artistico

finale rimane solo un particolare della straordinarietà del progetto, ma se fosse possibile ridurne l'impatto “fisico” conclusivo crediamo che avrebbe solo da guadagnarne, anche perché lo spettacolo così vede diluita l'indiscutibile capacità comunicativa che ogni suo quadro possiede.

TrovaRistorante

a Modena Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro