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alla Tenda di Finale Emilia

A tavola con le Ariette e lo spettacolo cresce spontaneo

Seminare e raccogliere, sono queste le azioni necessarie per far crescere uno spettacolo secondo il Teatro delle Ariette. Paola Berselli e Stefano Pasquini, con Maurizio Ferraresi, tornano a far...

Seminare e raccogliere, sono queste le azioni necessarie per far crescere uno spettacolo secondo il Teatro delle Ariette. Paola Berselli e Stefano Pasquini, con Maurizio Ferraresi, tornano a far visita al festival Vie con "Teatro Naturale?", progetto che porta avanti l'ormai lunga tradizione di un teatro che fa del cibo uno degli strumenti privilegiati di relazione col pubblico. Da stasera al 31 maggio gli spettatori-commensali potranno sedersi alla tavola delle Ariette: l'appuntamento è fissato sempre alle 20 presso il Teatro Tenda di Finale Emilia. "Teatro naturale?" s'interroga sulla possibilità di lasciar crescere relazioni spontanee creando un contesto teatrale che sia prima di tutto conviviale, volutamente condiviso. Davvero il teatro può essere "naturale"? Potrebbe sembrare un ossimoro, ma per le Ariette è un'altra occasione per praticare la ritualità del gesto ospitale degli attori che sono allo stesso tempo e "realmente" padroni di casa e accolgono i loro invitati sul luogo dell'azione. Le Ariette sono partite dalla fascinazione per la teoria giapponese di agricoltura naturale, che immagina la coltivazione della terra come un'opera minima, dove l'azione umana è limitata appunto alla semina e all'attesa del raccolto. Ma la compagnia emiliana va oltre nell'indagine sulla natura, esplorando un aspetto più oscuro e ugualmente necessario. Attorno alla tavola apparecchiata i piccoli racconti di vita incontrano la storia più grande di un paese in rivolta, mentre le parole del filosofo francese Albert Camus materializzano il protagonista del romanzo "Lo Straniero", figura spaesante della natura umana che si stacca dalla storia. Il fantasma dell'Algeria accecata dal sole, che per Camus è il luogo emblematico "dove cuore e spirito non sono mai distratti da se stessi", anima le scene di questo teatro "naturale" che vuole giocare con il ricordo per ascoltare il presente e produrre nuova testimonianza e nuovo

raccolto. Le Ariette rievocano luoghi e tempi lontani, che si condensano nei sapori e negli odori del cibo, nel couscous che viene preparato in tempo reale e viene offerto agli spettatori per nutrire la pancia e la memoria: un altro "teatro da mangiare" a casa Ariette.

Alessandra Cava

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