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San PioX “rinasce” dopo il sisma

Oltre 1.500 fedeli alla messa con monsignor Lanfranchi per l’inaugurazione della chiesa modenese restaurata

MODENA. «Non una chiesa nuova, ma la nostra Chiesa di prima, più bella, più adatta alla comunità di oggi. Le difficoltà che abbiamo attraversato in questi mesi - ha detto a nome di tutta la parrocchia Maria Roma Panigadi - ci hanno resi ancora più consapevoli di che cosa significa, alla luce del Concilio, essere comunità viva».

Parrocchia di San Pio X: ieri una grande festa per tutta la comunità parrocchiale e non solo, in occasione della “restituzione” ai fedeli dell’edificio, della chiesa completamente restaurata, rimodernata e tirata a lucido ad un anno dai danneggiamenti provocati dal terremoto.

Ieri mattina infatti la chiesa era gremita in ogni posto e in ogni spazio e tantissimi sono stati quelli che hanno dovuto rimanere al’esterno. In tutto saranno state presenti oltre 1500 persone: una festa a cui non è potuto mancare l’arcivescovo di Modena, monsignor Lanfranchi che ha raggiunto la parrocchia di San Pio X dopo essere stato in precedenza alla benedizione dell’asilo parrocchiale a Massa.

La chiesa dunque danneggiata dal terremoto è stata oggi riaperta al culto con una solenne celebrazione eucaristica.

«La chiesa materiale che è stata danneggiata, è stata oggi restituita - ha ricordato monsignor Lanfranchi - alla chiesa fatta di pietre vive, quello che siete voi. Restituita e migliorata, non come semplice ricostruzione di qualcosa che era, ma con il desiderio di guardare al futuro, di andare avanti. Un atteggiamento, questo, che ho trovato spesso dopo il terremoto: nelle chiese, nella case, nelle fabbriche, la volontà di ricostruire meglio, con lo sguardo al domani»

Don Ivo Seghedoni, salutato da un applauso affettuoso e caldo, nella chiesa gremita, ha ringraziato tutti coloro, e non sono pochi, che hanno permesso, in tempi così rapidi, la riapertura al culto della struttura, rinnovata nell'illuminazione, nell'impianto decorativo e nell'orientamento.

L’intervento di consolidamento e miglioramento sismico della struttura si era reso necessario sia per i tagli

che vennero riscontrati nei travi sopra la porta d’ingresso e sopra il presbiterio, sia per la risposta insufficiente dell’edificio alle verifiche effettuate dai tecnico dopo le scosse del terribile terremoto. Inoltre il soffitto presentava gravi segnali di distacco per pesante intonaco.

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