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Il mostro risveglia i timori nella Bassa

Qualche scaffale rovesciato e vibrazioni ai piani alti. Molti corrono in strada. Bomporto evacua l’asilo

Dalla provincia di Massa Carrara il terremoto si è fatto sentire anche nella Bassa modenese, risvegliando i mostri di un anno fa: tanto spavento, ma ieri non si segnalavano danni di rilievo né chiamate di soccorso per persone in difficoltà. Sono comunque scattate le verifiche sugli edifici.

Alle 12,34 l'istinto è tornato a prendere il sopravvento, con tutti che si sono riversati in strada, giusto il tempo di fare mente locale e ritornare alla normalità.

A sintesi del come i cittadini della Bassa abbiano vissuto la scossa di ieri, ci sono le parole di Fernando Ferioli, sindaco di Finale Emilia, che parla di «un terremoto morbido per noi, più che altro lungo». Tanti i finalesi che si sono spaventati, specie ai piani alti, ma in una delle città più martoriate un anno fa non si registrano danni, se non un unico camino crollato in strada e subito transennato.

«Si sentiva che l'epicentro era lontano», spiega per parte sua il sindaco di Campogalliano, Stefani Zanni. Pure nel suo Comune, un po’ più vicino all’epicentro della Bassa a Nord, tanto spavento, ma nessun danno; stessa identica scena degli altri Comuni della terra martoriata un anno fa.

A Carpi, «dai primi sopralluoghi pare non ci siano problemi - commenta il sindaco, Enrico Campedelli - scuole ed edifici pubblici non sono danneggiati. Nemmeno quelli chiusi per il recupero dal sisma hanno peggiorato le loro condizioni». In qualche grande supermercato invece alcuni scaffali si sono rovesciati

A Bomporto «i bambini nel nido sono stati precauzionalmente evacuati - dice il primo cittadino di Bomporto, Alberto Borghi - per poi rientrare al pomeriggio. Evacuati anche gli studenti e i docenti che alle medie stavano facendo la prova orale dell’esame, ma poi alcuni degli alunni hanno chiesto di poter finire, così si sono conclusi regolarmente».

Mezza eccezione a Mirandola, ieri “risparmiata”: la scossa di ieri è passata in gran parte inosservata e in pochi di quanti erano al pianterreno si sono accorti del tremare della terra.

Discorso diverso per chi era ai poani alti, così come a Concordia e a San Felice, dove nei palazzi

i lampadari hanno ballato, eccome. «Ero al pianterreno, e ho avvertito la sensazione di un giramento di testa», racconta Nadia, imprenditrice, mentre nella rete i commenti si sono sprecati, proprio nel giorno in cui si apprende che il progetto del deposito gas non è affatto abbandonato».

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