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Modena fa bottino pieno nella caccia agli evasori

Funziona l’alleanza dei Comuni con l’Agenzia delle Entrate: boom di segnalazioni e nelle casse dei municipi della regione entrano i milioni di euro recuperati

I paragoni si sprecano: chi parla di “santa alleanza” in favore del fisco, chi di “grande fratello antievasori” o di “acchiappa furbetti” delle tasse. Di sicuro è che da quanto è entrata in vigore la sinergia tra Comuni dell’Emilia Romagna e Agenzia delle entrate che permette di incrociare i dati in possesso delle rispettive banche dati, il numero di evasori scoperti, e quindi il denaro non pagato all’erario e alle casse municipali, che viene recuperato è decisamente aumentato.

E in questa caccia ai furbetti delle tasse i comuni modenesi che hanno aderito al patto anti-evasione sono ben 43, quasi tutti quelli sul nostro territorio, e tutti sono concentrati nel cercare di individuare indizi su comportamenti sospetti da parte di cittadini in vari settori, come ad esempio affitti incassati ma non dichiarati, rendite catastali sottostimate, eccetera, eccetera. Un’alleanza che negli ultimi tre anni in Emilia Romagna ha visto decollare gli introiti per le casse comunali.

I numeri parlano chiaro: oltre 3mila 400 accertamenti eseguiti e 12,5 milioni di euro incassati (che salgono a 15,5 se si considerano anche le rate da versare su accertamenti già chiusi), dal 2009, anno di inizio della collaborazione e 45 milioni di imposte non versate che ora verranno richiesti. Le segnalazioni trasmesse dai 279 comuni aderenti hanno consentito di accertare un'evasione di quasi 46 milioni di euro. Nel 77% dei casi gli accertamenti innescati dalle segnalazioni comunali sono stati chiusi con l'accordo del contribuente, a dimostrazione del buon livello qualitativo dei controlli.

E Modena, sta facendo alla grande la sua parte.

Sul fronte delle segnalazioni, sono cinque i nostri comuni presenti nella classifica che vede al primo posto il comune di Bologna 1364, seguito da Rimini 1306, Ravenna 997, Reggio 888. Carpi è il primo comune dei modenesi - al settimo posto - con 694 segnalazioni seguito, in nona posizione, da Modena con 637 e poi a seguire Mirandola (12) con 508, Formigine 13 con 495 e più giù Soliera con 355.

Quanto all’ammontare di evasione accertata, in regione il municipio-leader è Reggio Emilia, le cui segnalazioni hanno fatto emergere una maggiore imposta di 5,5 milioni di euro; seguono Bologna (4,4 milioni di euro), Modena (2,8 milioni di euro) Ferrara (2,1 milioni di euro) e la "piccola" Formigine (2 milioni di euro). Tra le new entry San Cesario sul Panaro (1,1 milioni di euro).

Ma la nostra provincia è quella che spicca per ammontare di imposta in più accertata dai controlli incrociati con 13 milioni 639mila euro, ben al di sopra di Reggio - seconda - con 8 milioni e 590 mila euro e Bologna (7,4 milioni di euro). Di conseguenza si è ai vertici anche per ammontare delle somme da destinare ai comuni. E qui è Formigine a fare la parte del leone, tra i comuni modenesi con 874mila euro seguita da Maranello con 789 mila euro e Soliera con 632mila, Mirandola con 320mila. A livello regionale prima di Formigine ci sono solo Bologna (2 milioni 614 mila 904 euro) e Cesena 1 milione 164 mila euro.

Ma quali sono i settori in cui si vanno a pescare questi evasori? La maggiore concentrazione di segnalazioni si registra nell'ambito "proprietà edilizia e patrimonio immobiliare" (una segnalazione su due il 53%): da rendite catastali e affitti non dichiarati provengono 9 milioni di evasione accertata. È pero il settore "urbanistica e territorio" il campo di intervento più proficuo: le segnalazioni sulle operazioni di speculazione edilizia hanno fatto emergere una maggiore imposta di 17,2 milioni di euro (38% del totale), nonostante un numero di segnalazioni relativamente basso (2.559, pari al 12% del totale).

Molto redditizie anche le segnalazioni sui "finti poveri", contribuenti che manifestano un tenore di vita in palese contrasto con i redditi dichiarati, con 12,5 milioni

di euro accertati (27% del totale); significativa, infine, l'evasione scoperta nel settore "commercio e professioni", in particolare a carico di soggetti che svolgono attività commerciali dietro lo schermo di un'associazione (6,6 milioni di euro, pari al 14% del totale).

Andrea Marini

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