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In Parlamento presenze record per i modenesi

Sia senatori che deputati hanno percentuali oltre il 90% In coda Kyenge e Guerra a causa degli impegni di governo

Dimenticatevi i numeri della passata legislatura. Gli assenteisti cronici, quelli che, con le loro assenze, hanno contribuito a gonfiare le vele dell'antipolitica, sono solo un ricordo. Con il nuovo Parlamento il registro sembra essere cambiato completamente: tutti promossi,o quasi. Sempre che l'attenzione venga focalizzata sulla “truppa” di parlamentari modenesi; che, a poco più di cento giorni dall'insediamento del Governo, “segue le lezioni” con assiduità. L'appellativo di “primo della classe” lo merita senza ombra di dubbio Matteo Richetti, neodeputato Pd, che detiene ben il 99,65% di presenze. Fedele al partito, non si concede nemmeno un “voto ribelle”. Una peculiarità che condivide con chi, nella classifica, lo tallona da vicino. In seconda posizione troviamo infatti Davide Baruffi, anche lui di stanza a Montecitorio, che con le sue 9 assenze su 869 incontri totalizza percentuali appena al di sotto del tetto del 99%. I dati delle presenze, raccolti dagli organi di Camera e Senato e disponibili sul sito dell'associazione Openpolis, fanno riferimento alle votazioni elettroniche che si svolgono nelle due assemblee dall'inizio della legislatura. Per questo motivo – sottolineano sul sito i rappresentanti dell'organizzazione, che dal 2006 “si spende” per l'accesso alle informazioni pubbliche – vengono di fatto escluse dal conteggio “alcune attività parlamentari”. In più, è importante evidenziare che “con assenza si intendono i casi di non partecipazione al voto: sia quello in cui l'onorevole o il senatore è fisicamente assente – e non in missione – sia quello in cui è presente ma non vota”. Al momento, infatti, i sistemi di documentazione delle due camere non consentono di distinguere un caso dall'altro. Così come non si riesce a diversificare tra assenza giustificata e non, dato che i regolamenti non prevedono la registrazione del motivo. Premesse a parte, della pattuglia modenese non ci si può comunque lamentare. Perché dietro al duo Baruffi – Richetti compare una lunga lista di parlamentari che fanno della loro presenza in aula “votante” una costante. Da Giuditta Pini (ben 859 votazioni su 869 totali) a Manuela Ghizzoni, dal pentastellato Dell'Orco – 5° posto assoluto, il suo, con percentuali che si aggirano attorno al 98% - a Carlo Galli. Una classifica che va però totalmente rivista quando si inserisce nel conteggio anche la categoria “missioni”. Qui tornano in scena le “eccezioni governative” rappresentate dal ministro per l'integrazione Cecile Kyenge e del viceministro al Lavoro e alle Politiche Sociali, Maria Cecilia Guerra. Quest'ultima, in particolare, sommando presenze e missioni riesce a portare a casa addirittura un 100% tondo tondo. Un numero che viene sfiorato anche dal senatore Stefano Vaccari, capace di vantare nelle “assenze” una percentuale poco superiore allo 0,4%. Con lui Carlo Giovanardi ha in comune il relativamente alto numero di voti non conformi alle indicazioni di partito. Ma se il Democratico supera di poco la decina, l'azzurro arriva addirittura a quota 32, conquistando il titolo di parlamentare più “ribelle” dell'area modenese. Per lui, in classifica presenze, il penultimo posto, con “appena” 1085 votazioni su 1204 totali. A chiudere l'elenco, a sorpresa,

il grillino Vittorio Ferraresi, che comunque si attesta su percentuali di presenza ben più che dignitose. Per il fanalino di coda dei parlamentari modenesi, comunque, la percentuale di assenza supera di poco le due cifre (13%) - un centinaio le votazioni mancate dall'onorevole fino ad oggi.

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