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Nonantola/“Cucita” con cavi d’acciaio Abbazia pronta in un anno

 I tiranti assicureranno mura e tetto, poi l’aggiudicazione dell’appalto Progetto illustrato alla città. I tecnici: «Vogliamo finire entro San Silvestro 2014»

NONANTOLA. Il recupero dell'Abbazia di Nonantola, chiusa dopo il sisma, procede a grandi passi. Il progetto di recupero è stato presentato alla cittadinanza giovedì sera; entro l'anno sarà indetta la gara per affidare i lavori. Dall'avvio del cantiere, 8 mesi di lavori e si riapre. Ci sono i fondi, recentemente autorizzati dalla Regione: 2 milioni e 531.250 euro, di cui un milione e 200mila euro già disponibili. C'è il via libera da parte della Soprintendenza per intervenire su un'opera architettonica che nel corso dei secoli ha subito dozzine di modifiche. «È stato difficile trovare un intervento per ogni danno riscontrato, perché quello che possiamo fare in un punto non lo possiamo fare in un altro», ha spiegato Augusto Gambuzzi, l'ingegnere autore del progetto di recupero insieme all'architetto Vincenzo Vandelli. Gambuzzi conosce bene l'abbazia, avendoci messo le mani anche nel 2000, inoltre è un esperto nel restauro e nel recupero di edifici storici, suoi i progetti di recupero delle chiese di San Francesco e San Bartolomeo a Modena. Dopo le scosse del 29 maggio «abbiamo fatto un sopralluogo - ha continuato l'ingegnere - verificando che a subire i danni maggiori era stata la copertura, che si era spostata, mettendo in crisi tutta la struttura. Nonostante nessun rischio di crollo l'abbazia è stata chiusa al pubblico». È seguita un'attenta indagine per capire come e dove intervenire, arrivando anche a dei risultati inaspettati. Le crepe nell'abside, risalenti a prima del maggio 2012 e dovute in gran parte al peso del campanile rimosso nel 1913, «con il sisma non sono peggiorate - ha detto Gambuzzi - ma si è spostato del materiale. Inoltre abbiamo constatato come non ci siano state deformazioni tali da dover intervenire con manovre troppo radicali e invasive, mentre altre indagini con l'uso delle più recenti tecnologie, come il laser scanning, sono state importanti per determinare dove mettere mano nell'abside, dove ogni metro è diverso», vista l'eterogeneità di quest'opera secolare che ha subìto molti rimaneggiamenti. Nei secoli si è fatto e disfatto un campanile, demolito parte del seminario che abbracciava l'edificio, rifatto più volte il tetto, di volta in volta alzando o abbassando la navata centrale, alla fine le stesse mura esterne sono una mappa di cos'è stato fatto. Ma come si interverrà sull'abbazia? Il tetto dell'abside verrà ancorato con strisce in acciaio, mentre sul tetto verranno eliminati e sostituiti gli elementi danneggiati, per poi ancorarli tra loro e con le mura con viti in acciaio e carbonio. Nell'abside si useranno i buchi che già ci sono per iniettare malta, mentre in altri punti l'abbazia sarà cucita, facendo passare dentro e fuori un cavo d'acciaio. Tutti interventi che saranno invisibili. Sul quando si partirà con i lavori «d'accordo con Regione e diocesi - ha spiegato l'assessore comunale alla cultura, Stefania Grenzi - verrà fatta una convenzione con l'Unione del Sorbara per gestire tutte le gare d'appalto dell'intervento. Nei prossimi giorni i vari tecnici si incontreranno ed entro la fine dell'anno ci sarà il bando». Partito poi il cantiere,

«la durata dei lavori è di 8 mesi - ha concluso Gambuzzi - intervenire sulla copertura è delicato e va fatto con attenzione». La speranza è di arrivare all'inaugurazione entro il giorno di San Silvestro 2014, santo cui è dedicata l'abbazia.

Andrea Minghelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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