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I lupi attaccano due volte un allevamento agricolo

Pavullo. Prima avevano azzannato una mucca poi dopo pochi giorni sono tornati Hanno saltato le recinzioni. Inutili i tentativi di allontanarli dei proprietari

PAVULLO. Continuano gli attacchi dei lupi nel nostro Appennino. L’ultimo episodio è stato registrato domenica a Pavullo, presso l’azienda Speranzoni. «Mia figlia rientrava a casa – afferma Annalisa Speranzoni – quando ha visto alcuni lupi che stavano mangiando una mucca che era morti due giorni prima. È tornata in casa, ha parlato con mio marito. Ci siamo spaventati, poi abbiamo preso la jeep per allontanarli. Ne avevo contati undici o dodici, ma non son sicura di essere riusciti a contarli tutti». A quanto si apprende, erano animali in salute, giovani e per nulla intimoriti dalla presenza umana. «Sono andati via – aggiunge la donna – ma quando ci siamo allontanati si sono riavvicinati e sono rimasti lì. È andata così dalle cinque e mezzo alle sette del pomeriggio. Non sono intimoriti dalla nostra presenza». I “visitatori” erano probabilmente anche due giorni prima per cacciare le carni dell’animale. «È avvenuto di notte – prosegue il racconto della donna, titolare dell’impresa al cui interno figurano circa centocinquanta capi – ho sentito i cani che abbaiavano, immaginavo che fosse per i lupi, ma non ero sicura». Poi è stato ritrovato il cadavere della mucca e c’è stata l’intrusione pomeridiana. «Per entrare – aggiunge Annalisa – hanno scavalcato una recinzione di un metro e ottanta centimetri. Il bosco è vicino, tra la stalla e la casa ci sono circa trenta metri. Poi abbiamo anche un’altra stalla. Le mucche si possono spaventare, cadere e farsi male alle zampe. I lupi sono animali protetti, come li allontaniamo?». La titolare è andata a chiedere informazioni, finendo per «rimbalzare come una pallina di ping- pong» da una parte all’altra. «Teoricamente – aggiunge Annalisa – c’è la possibilità di narcotizzarli e poi portarli lontani dagli allevamenti. Si potrebbe fare, ma ci hanno detto che, con le risorse presenti in Italia, è impensabile». Potenziare il recinto è difficile per l’elevato numero di costi da sostenere. Nella zona episodi del genere non sono una novità. «C’erano già state delle segnalazioni – afferma la donna – ad altre strutture vicino da noi. A un signore hanno ucciso tutte le capre. Sono entrati anche in casa di un altro, nonostante avesse un recinto alto

quasi due metri. Una prima notte hanno ucciso tre pecore, poi sono tornati e ne hanno uccise anche altre. Prima di domenica li avevo visti forse a gennaio: erano un bel branco. Poi non c’era stata occasione. Erano animali belli, non malnutriti, in salute e anche molto giovani». (g.f.)

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