Menu

«Sono 1800 le aziende colpite Si posticipino le scadenze fiscali»

Le associazioni di categoria hanno fatto una prima stima: «Coinvolti oltre cinquemila lavoratori» I sindacati: «Vanno attivati gli ammortizzatori sociali». I danni ammontano a milioni di euro

Le immagini parlano da sole: nelle zone alluvionate della Bassa colpita, l’economia è in ginocchio. È presto per parlare di cifre esatte, con capannoni e stabilimenti inaccessibili e invasi dall’acqua. L’unica certezza è che il conto finale sarà salatissimo, di molti milioni di euro. «È ancora impossibile pensare di tracciare una prima stima dei danni», spiega Rete Italia, che riunisce in un’unica sigla tutte le organizzazioni imprenditoriali di Modena, Cna, Lapam, Confcommercio, Fam. «L’unica certezza che si profila per le imprese colpite è che, anche in questo caso, si tratterà di milioni e milioni di euro di danni alle attrezzature, strutture di produzione, fabbricati, oltre al fermo produttivo. Dal commercio, ai servizi, dal manifatturiero all'edilizia e agricoltura si stima siano 1800 le aziende colpite, per circa 5200 addetti». Tra le imprese colpite anche chi aveva scelto Bastiglia e Bomporto per ripartire, delocalizzando a pochi chilometri dalla sede distrutta dal terremoto. Nei territori già colpiti a maggio 2012 dalle scosse ora lo scenario è altrettanto drammatico: impianti fermi e impiegati e operai a casa, nell’incertezza del se e quando si potrà tornare a lavorare. La situazione è in continua evoluzione, «abbiamo - spiegano da Confindustria Modena - imprenditori e impiegati che, soprattutto a Villavara, non riescono ad accedere alle aziende perché davanti c’è l’acqua che blocca il passaggio. Le altre sono tutte sommerse. Stiamo contattando le aziende una a una per capire quale sia la situazione. I danni sono ingenti, e si profila una sospensione delle attività e si potrebbe anche arrivare alla cassa integrazione temporanea fino al loro ripristino».

Ogni azienda è praticamente nella stessa situazione. Vedi alla voce Grani&Partners. La multinazionale da almeno 50 milioni di euro all’anno a Bastiglia ha il suo centro operativo: i 5mila metri quadrati dell’azienda «sono completamente sott’acqua - spiega il titolare, Giuliano Grani - e parlare di una stima esatta dei danni è ora impossibile. Abbiamo provato ad arrivare all’azienda, ma l’acqua è troppa e a nessuno è permesso avvicinarsi. Aspettiamo che cali il livello, solo allora potremo contare i danni e vedere qual è la situazione». Intanto i 60 dipendenti della sede sono a casa. Già, i lavoratori che rischiano di trasformarsi in un’emergenza nell’emergenza. Sono più di 5mila le persone che vivono nell’incertezza sul loro futuro lavorativo, non solo chi ha l’azienda sott’acqua, ma anche chi è sfollato o bloccato. L’incolumità fisica non è sufficiente, nelle zone alluvionate occorre «rinviare le scadenze fiscali - chiedono con un’unica voce le sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil - a partire dalla Mini-Imu, e attivare immediatamente gli ammortizzatori sociali disponibili per i lavoratori impossibilitati a recarsi al lavoro o occupati in aziende che hanno dovuto sospendere le attività». Dello stesso avviso anche Davide Baruffi, deputato modenese

Pd: «È presto per contare i danni, siamo ancora nell’emergenza. Ma servono risposte immediate, a partire dalla proroga dei pagamenti delle imposte e dall’attivazione degli ammortizzatori sociali a tutela dei lavoratori dipendenti e autonomi».

Andrea Minghelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Modena Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro