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Ci vorranno ancora molti giorni per prosciugare la Bassa allagata

La chiusura della falla favorisce il ritiro delle acque, ma il lavoro dei volontari durerà a lungo Impegno per sostenere le popolazioni nelle case, non mancano polemiche su responsabilità e danni

Partiamo dalle notizie positive: la falla sull’argine che ha originato il disastrosa alluvione di domenica è stata tappata e impermeabilizzata, ora non resta che metterla in sicurezza. E il lavoro proseguirà intensamente anche per tutta la giornata di oggi.

Questo ha permesso per tutta la giornata di ieri di fermare l’avanzata delle acque e di assistere al loro graduale ritiro. A Bomporto ad esempio il livello è sceso di oltre 10 centimetri, e anche Bastiglia dove l’acqua è ancora molto alta si verificano i primi segnali di “ritirata”. Ma sarà una cosa lunga riuscire a vedere finalmente scomparire le acque da strade, piazze, campi. Di lavoro da fare ce n’è tanto ma l’esercito di volontari, tecnici, protezione civile, vigili del fuoco, militari, forze dell’ordine messo in campo è determinato a fare il massimo per permettere a comuni e paesi di tornare quanto prima alla normalità, o almeno a un ritmo di vita più vicino possibile a quello abituale.

Per farlo dopo aver fermato la fuoriuscita dal fiume, si dovrà far entrare le acque ancora sul territorio nei canali e nello stesso Panaro più a valle attraverso il reticolo idrografico gestito dai consorzio di bonifica. Un’operazione attesa con ansia, per quanto riguarda i campi, dalle centinaia di imprenditori agricoli che rischiano di vedere compromessa a lungo la propria attività con conseguenti danni ingenti.

In secondo luogo, una volta liberate le varie aree, si provvederà a pulire le zone via via da fango e detriti depositati dall’alluvione attraverso l’intervento dei volontari e dell’esercito.

L’altra priorità è ovviamente rappresentata dal soccorso della popolazione e qui veniamo alle note meno positive. Nel senso che nonostante gli sforzi messi in campo sono ancora centinaia le persone in condizioni disagiate, costrette lontano dalle proprie case, o intrappolate nelle stesse case. Molte, come ha evidenziato il prefetto ieri, per propria volontà. Nonostante gli inviti di protezione civile e vigili del fuoco restano tra le mura domestiche. La situazione più pesante è proprio quella che si registra a Bastiglia, dove chi è in casa inizia ad essere in difficoltà a causa dello scarseggiare dei viveri e dell’assenza di energia elettrica e riscaldamento. In tanti ieri sono stati recuperati da canotti, barconi ed elicotteri. Non a caso è andato ad ingrossare il numero di persone ospitate dal centro di accoglienza disposti nei comuni di Modena, Medolla e Mirandola. E rimanendo a Bastiglia, da ricordare che non hanno ancora avuto esito le ricerche di Giuseppe Oberdan Salvioli scomparso nelle acque domenica notte mentre cercava di aiutare i soccorritori. Rimane tuttora disperso.

E sulla tutela della popolazione rimasta nelle case il prefetto ha disposto la massima vigilanza, con particolare attenzione alla tutela dei soggetti con fragilità sanitaria o sociale che necessitino di essere assistiti o trasferiti dalle proprie abitazioni. Nello stesso tempo ha sollecitato i responsabili delle Forze di polizia a disporre accurati e scrupolosi servizi di vigilanza e di controllo per scongiurare possibili episodi di "sciacallaggio" presso le case rimaste vuote.

Intanto all’orizzonte già avanzano le prime polemiche sulle responsabilità e relative la richieste di chiarimenti sulle cause della rottura dell’argine e risarcimenti. Ad esempio un gruppo di cittadini si è già costituito in comitato per costituire in una “class action” nei confronti dei possibili responsabili. Resta poi aperto il capitolo dei possibili risarcimenti, sui quali sarà fondamentale l’impegno del governo. Il caso Modena è già approdato ieri in Parlamento sia con l’intervento del senatore Vaccari (vedi sotto) che della deputata Manuela Ghizzoni, entrambi del Pd, la quale ha lanciato l’allarme: «Intervengo per rappresentare all'assemblea la drammatica inondazione della bassa modenese, che da domenica pomeriggio

ha messo nuovamente in ginocchio alcuni dei comuni già colpiti, solo 20 mesi fa, da un forte sisma. Una situazione a cui non viene concesso un adeguato spazio informativo a livello nazionale», tanto da farci temere che «questa nuova emergenza non sia percepita nella sua reale gravità».

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