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Cinquanta dormono in palestra

Mirandola. Erano duecento lunedì. «I fiumi? Manutenzione ridotta al minimo»

MIRANDOLA. Si ritira la piena e calano gli ospiti della palestra comunale che è diventata una distesa di brandine d'emergenza, trasformandosi nell'abitazione provvisoria di sfollati, una parola che questa terra conosce molto bene, dopo il terremoto del 2012. Se domenica, infatti, gli sfollati alla palestra erano circa 200 e lunedì iniziavano a ridursi a 170, nel tardo pomeriggio di ieri erano 50 gli ospiti che, a causa della piena, sono costretti a rimanere fuori dalla propria abitazione. Per la maggior parte si sono riversati sulla palestra persone provenienti da Bomporto, Bastiglia, San Pietro, Staggia, Solara e Camposanto. «Abitiamo in via Castaldi, nel centro del paese di San Pietro in Elda - commenta Maurizio Ferrari, operaio alla Trascar di Villavara - ho fatto una corsa a casa questa mattina e stiamo aspettando il permesso per rientrare. In queste situazioni non si può fare a meno di chiedersi se questa tragedia si potesse evitare e, di certo, non possiamo portare in Tribunale le nutrie, che vengono additate come le grandi colpevoli. Io mi ricordo, quand'ero piccolo, andavo con mio padre al Panaro ed era molto più pulito di com'è ora… La manutenzione dei fiumi è completamente inesistente ed è insolito che si rompa proprio in un tratto diritto». Ha portato con sé alla palestra i due cagnolini Luisella Concato Eurosia, pensionata residente in via Corassori, sempre a San Pietro. «Abbiamo subito anche il terremoto a casa - dice Luisella - pagando tutti i danni di tasca nostra. Ora questa nuova sciagura che proprio non ci voleva…». Parla di manutenzione inesistente anche Elisa Miselli, operatore socio sanitario in una struttura per disabili a San Felice: «La differenza nella cura dei fiumi rispetto al passato è molto evidente». E se l'alluvione è un disastro per chi è giovane, gli anziani sono stati colti nettamente in contropiede. «Mi sono spaventata moltissimo quando la macchina domenica

ordinava di evacuare - racconta Isorrre Poletti, 79 anni - mi sono rotta il femore e vivo sola al pian terreno. Fortuna che ci sono i volontari…». Oltre alla palestra, gli sfollati sono stati ospitati all'Hotel Mirandola, alla casa protetta e all'hotel San Silvestro. (serena arbizzi)

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