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Quelle passerelle a Bomporto per salvare chi è ancora isolato

I gommoni dei vigili del fuoco fanno la spola nei punti di attracco. Sommerso il nuovo municipio Il livello resta di due metri. I servizi sanitari dell’Ausl trasferiti a Nonantola. In periferia c’è chi riapre

BOMPORTO. Il livello dell'acqua sta calando ma il cuore di Bomporto è ancora una laguna dove case e negozi sono stati sommersi dall'implacabile ondata del Secchia. Nonostante ieri i residenti di Solara abbiano ricevuto il permesso di tornare a casa, non si placa l'esodo di quelli che si incamminano sotto le arcate del vecchio ponte sul Panaro, dopo avere preso in fretta e furia da casa lo stretto necessario, accompagnati a bordo di un gommone dai vigili del fuoco sommozzatori per le vie del centro abitato. Sono tanti, infatti, i cittadini in coda nei punti di approdo di questi gommoni che mai, fino a sabato scorso, i bomportesi avrebbero pensato di dovere usare per raggiungere casa. Ieri mattina a Bomporto è arrivato anche il prefetto Michele Di Bari che ha rassicurato il sindaco Alberto Borghi dichiarando che «tutte le forze possibili sono state messe in campo». Avrebbero invece voluto sentirsi dare rassicurazioni circa i tempi e le modalità con cui potranno ripartire i proprietari dei negozi del centro, delle ditte alluvionate e i cittadini che si sono ritrovati con 2 metri d'acqua davanti a casa. «Ho una bimba di 10 mesi e quando è saltata la corrente è stato necessario evacuare - spiega Olga Montanari residente in centro - Certo, si spera sempre che chi deve controllare lo faccia, ma andava fatto più allarmismo per sottolineare il problema». Il dramma dell'alluvione arriva in un periodo difficile ma allo stesso tempo emozionante per Mauro Domaschio: «Sono disoccupato ed ora sto guardando la mia casa sott'acqua e penso ai tortellini che ho lasciato in freezer - commenta Mauro cercando di nascondere la profonda tristezza con amara ironia - è anche un periodo di gioia però: è appena venuta al mondo la mia nipotina e la nostra famiglia è composta da tre generazioni di nonni». Doppiamente colpiti dal dramma della piena sono invece Franco Benatti e Ambra Barbarini: «Abbiamo l'attività a Bastiglia e la casa qui, in via Alfieri». Altrettanto disperata è Loretta Poletti dell'omonimo negozio di abbigliamento in piazza Roma, del quale rimane visibile solo la parte più alta della vetrina con l'insegna. «Chissà cosa troveremo dentro quando potremo rientrare» si chiede avvilita Loretta. Intanto sul versante sanitario, tutte le attività e i servizi Ausl presenti a Bomporto sono temporaneamente spostati sulla sede di Nonantola, mentre il consultorio si sta organizzando chiamando le donne su Nonantola e Castelfranco. L'attività del punto prelievi, per il quale si confermano le prenotazioni per chi può recarsi, è temporaneamente spostata a Nonantola come pure il Cup. «Per l'attività domiciliare siamo in contatto con gli assistiti che sono a casa, siamo in attesa di sapere la viabilità del comune di Bomporto per attivarci, per Ravarino non abbiamo problemi. - fa sapere il sindaco Borghi - Le vaccinazioni pediatriche sono sospese e verranno riprese a Bomporto con sedute aggiuntive di recupero non appena si potrà entrare nella sede: le facciamo ai piani superiori.

Sarà cura della pediatria di comunità avvisare le famiglie per le nuove date». Per dare un segnale che la comunità è viva e c'è voglia di ripartire alcuni negozi rialzano la testa, come il forno Bavutti che oggi entrerà in funzione per garantire il pane alle persone bloccate in paese.

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