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VolontariaMo/ Crisi, con "Progetto insieme" un aiuto alle famiglie

Ex-bancari ed ex dirigenti consulenti finanziari di chi è in difficoltà economiche

Ex bancari, dirigenti d'azienda, professionisti del settore del credito e della finanza ancora in attività o in pensione, impegnati a fornire consulenze gratuite in materia di consulenza finanziaria e bilancio famigliare, ristrutturazione del debito e rinegoziazione di mutui, istruzione ed erogazione di prestiti convenzionati (microcredito). Succede a Modena, dove dal 2009 l'associazione Progetto Insieme Onlus opera con lo scopo di aiutare le famiglie in difficoltà economica a causa di sovra-indebitamento, usura, drastica riduzione delle entrate familiari per effetto della crisi oltre a sostenere i soggetti cosiddetti non bancabili o difficilmente bancabili. «Ad oggi sono 450 le famiglie (il 68% italiane) che si sono rivolte all'associazione dalla sua nascita, 90 i prestiti del valore di 500mila euro che sono stati effettuati in 5 anni - spiega il presidente Bruno Chiarabaglio - Il nostro bacino di riferimento è Modena e provincia: il nostro servizio si rivolge alle famiglie regolarmente costituite, di qualsiasi nazionalità e se durante il colloquio conoscitivo vediamo che sussistono le possibilità per sanare la situazione, interveniamo». Il microcredito rappresenta una forma di aiuto che implica un'assunzione di responsabilità da parte del beneficiario che è chiamato alla restituzione del prestito, rispondendo all'intento di favorire una dimensione di reciprocità che conferisce dignità alla relazione di aiuto. La Caritas italiana, che coordina le varie Caritas diocesane, si è fatta promotrice dell'utilizzo di questo strumento avviando numerose convenzioni tra gli istituti di credito e le Caritas diocesane, nella quali quest'ultime assumono il ruolo di garante e facilitatore dell'accesso al credito. «Le Caritas diocesane istituiscono un fondo di garanzia e individuano tra i richiedenti quelli che sono in grado di restituire, svolgendo poi mansioni di accompagnamento sociale per far sì che la somma venga restituita con successo. A Modena, con l'aiuto di una commissione diocesana apposita, abbiamo cercato di rispondere alle tante richieste di aiuto che all'indomani della crisi finanziaria del 2008, giunsero ai nostri sportelli per lo più da famiglie. Si tratta di richieste per le quali la risposta migliore è spesso la non concessione di credito ma la ristrutturazione del debito, per risolvere i problemi di famiglie indebitate con le finanziarie sul credito al consumo - spiega Chiarabaglio - A partire da questi interventi, la commissione si è evoluta dando vita a "Progetto insieme onlus"». L'associazione svolge anche educazione finanziaria: «non insistere, non superare mai il 25% del proprio reddito investendolo in rate e in prestiti, avvalersi di intermediari seri: questa è la prima regola per non cadere nel sovra-indebitamento» afferma il volontario Gaetano Tripoli, bancario in pensione, aggiungendo che trova molto stimolante ritrovarsi oggi «dall'altra parte del tavolo». La fascia d'età 41-50 anni risulta quella più critica, in cui le persone registrano maggiori difficoltà ma per fortuna sono diverse le esperienze a lieto fine portate avanti dall'associazione, come la creazione di una start-up di due sorelle, i cui mariti hanno perso il lavoro, che in passato possedevano una lavanderia e sono riuscite a riaprirla o quella di un ragazzo ghanese che è riuscito ad aprire in città un negozio etnico. A "Progetto insieme onlus" è affidata anche

la gestione del cosiddetto "prestito della speranza", strumento istituito nel 2009 dalla CEI per le famiglie con particolari requisiti (. Per maggior informazioni: www.progettoinsiemeonlus.it - 059 350616. L'associazione si trova a Modena c/o Centro Famiglia di Nazareth Via Formigina 319.

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