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IL CASO

«Macachi liberi»: 30mila firme

Consegnate al rettore dell’università dalle associazioni che chiedono il recupero degli animali

Sono state consegnate ieri al rettore dell’università di Modena 29.102 firme raccolte dalla petizione “Salviamo i macachi” promossa dalle associazione Animal Amnesty, Animanimale, Animo, Lac, Lav, Oipa e Zoe.

«Nella petizione - si legge in un comunicato dei promotori dell’iniziativa - si chiede al rettore dell'Università di interrompere gli esperimenti sui macachi all'interno dello stabulario e la loro cessione a un centro di recupero idoneo a garantire il benessere psico-fisico degli animali. Il 27 giugno ben 90 parlamentari di tutti gli schieramenti - aggiungono le associazioni animaliste che hanno firmato l'appello per la liberazione - Il 28 giugno più di un migliaio cittadini hanno sfilato in corteo pacificamente per le vie di Modena, chiedendo la chiusura di questa linea di ricerca. Il 26 luglio più di 70 professionisti con competenze tecnicoscientifiche, hanno inviato al rettore una dettagliata relazione di analisi al protocollo sperimentale. Nel documento dichiarano che gli esperimenti sui primati non sono affatto indispensabili per gli obiettivi prefissati dai ricercatori, anzi sarebbero facilmente sostituibili con metodologie ben più efficaci e all'avanguardia».

«Durante l'estate - prosegue ancora la nota degli animalisti promotori della petizione - gli attivisti di AnimAnimale e Lav hanno continuato ad informare la popolazione e a raccogliere firme tra la popolazione locale. Anche il professor emerito Carlo Jacoboni, già preside della facoltà di Scienze

Matematiche Fisiche e Naturali dell'Università di Modena e Reggio, si è unito alla richiesta di liberazione. Modena - concludono le associazioni - inizi a dare l'esempio, come accadde nel 1999 quando per prima s'impose di superare la sperimentazione didattica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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