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Debutta il fantasy girato in Appennino Gli attori? La gente

Omaggio di un 58enne finalese a chi lo aiutò dopo il sisma Domani la prima a Polinago. «Un’esperienza impagabile»

POLINAGO. Verrà proiettato per la prima volta domani a Polinago (teatro parrocchiale, ore 15.30) il film “Arcatrek e il segreto delle tre pergamene”, omaggio alle terre e alla gente di Prignano, Polinago e Serra frutto di un particolarissimo ponte tra l'Appennino e la Bassa segnata dal terremoto. Il regista è il finalese Zoré Bertoli, pensionato 58enne, e a monte di tutto c'è l'emergenza del maggio 2012 che in mezzo alla distruzione aggiunse anche la crisi di due cavalli che non avevano più ...

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POLINAGO. Verrà proiettato per la prima volta domani a Polinago (teatro parrocchiale, ore 15.30) il film “Arcatrek e il segreto delle tre pergamene”, omaggio alle terre e alla gente di Prignano, Polinago e Serra frutto di un particolarissimo ponte tra l'Appennino e la Bassa segnata dal terremoto. Il regista è il finalese Zoré Bertoli, pensionato 58enne, e a monte di tutto c'è l'emergenza del maggio 2012 che in mezzo alla distruzione aggiunse anche la crisi di due cavalli che non avevano più un luogo dove vivere: «Non sapevamo che fare – racconta – la stalla era crollata e non avevamo altro posto. Conoscenti ci dissero di provare a portarli a Sassomorello, in un maneggio chiamato Arca Trek: è stata la loro salvezza, perché hanno trovato persone straordinarie che si sono prese cura di loro con una dedizione incredibile». Ne è nata una grande amicizia con i gestori Valter e Antonietta, tanto che alla fine i cavalli sono stati donati al maneggio e, osservando la natura del posto, è nata anche la voglia di dedicare qualcosa ai luoghi e alla gente. Di qui l'idea di fare un film ambientato in Appennino, un progetto nato dal nulla: «Ho sempre amato l'arte, ma non avevo mai girato un film» sottolinea Bertoli. Eppure si è buttato a capofitto nell'avventura, coinvolgendo gente del posto digiuna di qualsiasi esperienza di recitazione, «ma è stato meglio così – precisa – perché hanno aggiunto una spontaneità che sarà apprezzata dallo spettatore. E soprattutto tantissimo entusiasmo». Un lavoro corale, per una storia fantasy che proietta in un medioevo immaginario in cui i tempi di Matilde di Canossa coincidono con quelli del Capitano Uguccione. Tutto parte con il ritrovamento in un vecchio convento di due pergamene e un nastrino. Frate Antonio viene così a conoscere la storia di una strega che secoli prima riuscì con un sortilegio a mettere in conflitto i feudi dei due reggenti, al punto che si chiese aiuto ai “giusti della montagna”, angeli che fecero cadere sulla terra una stella chiamata Arcatrek. Il monile spezzò la maledizione, ma con il tempo andò perduto e gli antichi effetti di divisione ripresero fino ai nostri giorni. Unica soluzione per riportare la concordia: mettersi alla sua ricerca, cosa che il coraggioso frate fa grazie alle indicazioni di un sogno premonitore. E qui si arriva alla scena conclusiva girata a Prignano il 12 ottobre in occasione della Festa della Castagna, con più di 500 persone. Una storia che vuole fare riflettere sul valore dell'amicizia, da cui è partito tutto. Ma anche sulla bellezza dei luoghi: «Volevo fare qualcosa per questi posti, spero di esserci riuscito», conclude Zoré, autore anche delle musiche (insieme a Roberto Bafaro, canzone finale cantata da Tania Bergamini) e della sceneggiatura tratta dal soggetto di Guido Saletti. Il progetto, finanziato in proprio, ha ottenuto il patrocinio dei Comuni di Polinago e Serra, dove la proiezione si terrà a gennaio.