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«I soldi arrivati? Talmente tanti... che non lavoro più»

«Sono arrivati così tanti contributi che ho smesso di lavorare …». A Bastiglia le aziende hanno tenuto testa all’alluvione confidando quasi unicamente sulle proprie forze. «Abbiamo dovuto fare...

«Sono arrivati così tanti contributi che ho smesso di lavorare …». A Bastiglia le aziende hanno tenuto testa all’alluvione confidando quasi unicamente sulle proprie forze. «Abbiamo dovuto fare quattrocento ore di pulizia - racconta Umberto Fiorini, titolare di un’azienda di macchine agricole - per fortuna abito ad Albareto, in una zona che non ha avuto danni dall’alluvione. I contributi? Non abbiamo chiesto nulla, siamo andati avanti e basta». Il desiderio di guardare avanti è il filo condu ...

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«Sono arrivati così tanti contributi che ho smesso di lavorare …». A Bastiglia le aziende hanno tenuto testa all’alluvione confidando quasi unicamente sulle proprie forze. «Abbiamo dovuto fare quattrocento ore di pulizia - racconta Umberto Fiorini, titolare di un’azienda di macchine agricole - per fortuna abito ad Albareto, in una zona che non ha avuto danni dall’alluvione. I contributi? Non abbiamo chiesto nulla, siamo andati avanti e basta». Il desiderio di guardare avanti è il filo conduttore, nonostante tutto. «Sento che c’è ottimismo - aggiunge Franco Bacchelli, titolare di Autosport - siamo riusciti a ripartire quasi tutti. Da noi i dipendenti più giovani sono venuti a dare una mano. La Sagra di Clemente ha fatto il botto, la Polisportiva è ripartita anche grazie anche ad aiuti provenienti da Rovereto e Mirandola, da persone che ancora hanno i segni del terremoto. La poca acqua che è entrata proveniva dalle fognature perché da noi il terreno è rialzato. Eravamo anche assicurati. Abbiamo rinnovato da poco la struttura, cambiando anche l’insegna. La nostra collaborazione con la Corea va avanti: stiamo lavorando a un prototipo, senza componenti motoristiche, e loro inaugureranno un museo nel 2016». Ottimismo e desiderio di ripartire sono due tratti comuni anche a Bomporto. Lo scorso gennaio, l’acqua del Secchia rischiava di assestare un duro colpo agli imprenditori. Loro non hanno però abbassato la guardia. «Siamo ripartiti bene - assicura Michele Rossetto, responsabile tecnico della Cantina Sociale di Sorbara - abbiamo approfittato dei lavori anche per spostare le pigiatrici. Eravamo assicurati per cui siamo stati risarciti, senza chiedere contributi. Abbiamo rifatto gli impianti elettrici, buttato anche tappi e bottiglie, però la vendemmia 2014 non ne ha sofferto troppo». «Siamo riparti verso metà febbraio - aggiunge Gianpaolo Bellei, contitolare dell’omonima Cantina - le vigne hanno sofferto un po’ per l’asfissia, ma è andata meglio di quanto temevamo. Abito a Bomporto e già sappiamo che sono stati previsti i contributi dal Comune. Per l’azienda siamo in attesa, invece, di quelli della Regione. Siamo fiduciosi? Diciamo che ci contiamo. Abbiamo ripristinato un po’ quanto era danneggiato, però di più non potevamo fare. Quando ci saranno nuove risorse potremo proseguire con i lavori».

Gabriele Farina