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“Nutrire il pianeta”: se l’Expo modenese si chiama Portobello

Luca Barbari spiega l’esperienza dell’emporio sociale: «Così contrastiamo la povertà e abbattiamo lo spreco»

MODENA. Lo slogan di Expo "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita" trova nel progetto dell'Emporio sociale Portobello di Modena (www.portobellomodena.it) una sintesi perfetta.

«Lo slogan di Expo si adatta molto bene a Portobello, perché all'Emporio Sociale le persone che si trovano in difficoltà ricevono prima di tutto potere d'acquisto e sostegno in beni alimentari - afferma Luca Barbari, consigliere dell'Associazione Servizi per il Volontariato di Modena - Le persone, selezionate dai Serv ...

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MODENA. Lo slogan di Expo "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita" trova nel progetto dell'Emporio sociale Portobello di Modena (www.portobellomodena.it) una sintesi perfetta.

«Lo slogan di Expo si adatta molto bene a Portobello, perché all'Emporio Sociale le persone che si trovano in difficoltà ricevono prima di tutto potere d'acquisto e sostegno in beni alimentari - afferma Luca Barbari, consigliere dell'Associazione Servizi per il Volontariato di Modena - Le persone, selezionate dai Servizi Sociali del Comune di Modena, possono fare la spesa scegliendo liberamente i prodotti che più servono alla famiglia, pagando non in euro ma con punti da un budget che viene assegnato sulla base del numero dei componenti familiari. Inoltre, per le imprese che donano, Portobello consente di valorizzare beni non più adatti alla vendita perché viziati da difetti estetici o perché prossimi alla scadenza».

L'emporio è completamente gestito da volontari (165 di cui 90 sono anche clienti) e si sostiene coinvolgendo l'intera comunità: interlocutori privati, pubblici, profit e non profit, collaborano per creare un sistema circolare che genera risorse e contrasta lo spreco. A partire dal beneficiario stesso dell'Emporio, il quale, in una logica di welfare generativo, viene invitato a fare volontariato per “reciprocare” il dono ricevuto, al privato cittadino e alle aziende di produzione alimentare, tutti sono sollecitati a contribuire per contrastare la povertà attraverso donazioni di tempo, prodotti o denaro. Questo sistema permette di attivare e intercettare lungo la filiera della produzione e distribuzione alimentare le eccedenze e i prodotti invenduti o non commercializzabili, cercando di mantenere sotto controllo gli aspetti logistico, sanitari e fiscali affinché nulla vada sprecato. E nulla è, fino ad oggi, andato sprecato. Lo scorso 24 novembre, nel corso della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (Serr), Portobello ha vinto il premio “Vivere a spreco zero”, nell’ambito del programma “Stop food waste. Feed the Planet”. «Si tratta dell'oscar nella lotta allo spreco alimentare in Italia - spiega Barbari - Tra i progetti realizzati nel settore non profit il primo premio è stato vinto proprio da Portobello, come progetto di comunità in grado di coinvolgere cittadini, imprese, associazioni ed istituzioni. Per noi è stato un riconoscimento importante per il costante lavoro fatto negli ultimi anni. Questo progetto, voluto fortemente dalla rete di associazioni che si riunisce attorno al tavolo per il contrasto alla povertà presso l'Asvm, è ormai diventato un modello che viene studiato e imitato da moltissime realtà territoriali, in Italia ma non solo, un progetto che realizza, sia pure in un ambito limitato e sperimentale, una forma di “welfare circolare”, dove le risorse non vengono soltanto “consumate”, ma vengono messe nuovamente in circolo. E' molto importante che l'Expo porti al centro del dibattito mondiale l'idea di riuscire a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri», conclude Barbari