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il consigliere pd È relatore in regione

Boschini taglia i soldi ai partiti

L’approvazione in un mese: «Zero contributi, indennità più magre»

Un segnale che qualcosa continua a cambiare? Forse sì, dal momento che entro un mese al massimo tutto dovrebbe essere messo nero su bianco. La spending review della Assemblea Legislativa, che già aveva dato il buon esempio in passato sebbene tutto sia stato spazzato via, almeno dalla memoria, con l’inchiesta sulle “spese pazze”, parte dal taglio dei costi di indennità e di funzione dei consiglieri e non solo, con risparmi fino a 100mila euro a consigliere.

Ieri in Commissione Bilancio è stata presentata la Legge Regionale per la revisione delle indennità economiche dei Consiglieri che prevede anche l’eliminazione totale dei contributi per il funzionamento dei gruppi e dell’indennità di fine mandato.

Il consigliere modenese del Pd Giuseppe Boschini, relatore del progetto di legge di iniziativa di maggioranza (primi firmatari Paolo Calvano capogruppo Pd e Igor Taruffi capogruppo Sel) nell’elencare i diversi provvedimenti contenuti nel progetto di legge, ha subito voluto evidenziare l’importanza del provvedimento.

«Con questa legge – ha detto Boschini – collocheremo l’Emilia-Romagna nelle posizioni di gran lunga sulla posizione più avanzata in termini di contenimento delle indennità e nella attuazione dei criteri nazionali più recenti in materia di dimensionamento dei fondi per il funzionamento dei gruppi».

Il provvedimento infatti prevede oltre alla riduzione di 1000 euro (pari a oltre il 16%) dell’indennità lorda di carica dei consiglieri, conseguenti riduzioni, in proporzione, della indennità di funzione (per chi fa il Presidente di Commissione) e del rimborso spese. Azzerati i contributi per il funzionamento dei gruppi e si prevede l’eliminazione totale dell’indennità di fine mandato. Un progetto di legge che sforbicia diverse voci, dopo l’abolizione totale del vitalizio per un risparmio complessivo di legislatura tra i 7 e gli 8 milioni di euro.

«I temi del nostro impegno sono certo legati al lavoro, all’economia, al territorio, ma partire da gesti concreti di sobrietà e da una sempre maggiore trasparenza dei costi delle istituzioni è un segnale importante – dichiara il relatore Boschini».

Boschini è molto chiaro: «Affermiamo il principio che, tolto il vitalizio (che ricordo è già totalmente abrogato da questa X legislatura) i consiglieri devono avere diritto ad una pensione “normale” come quella di un normale lavoratore, né più né meno, consentendo loro quindi di non avere privilegi, ma nemmeno di essere penalizzati dal fare un mandato elettivo. D'accordo, dalla politica ci aspettiamo che risolva soprattutto i problemi del lavoro, dell'economia, del territorio, ma un po' si parte anche da gesti concreti di sobrietà e da una sempre maggiore trasparenza dei costi delle istituzioni».

«Le misure di cui discutiamo - chiude Boschini - non rappresentano certo l'integralità della risposta: sappiamo che la strada per una recuperata fiducia verso le istituzioni passa per il loro impegno efficace nella soluzione di tanti problemi di ordine economico, sociale, lavorativo che specie in questi tempi di crisi sono l'elemento centrale su cui siamo e saremo

giudicati dai nostri cittadini; ma consideriamo anche il dare segni concreti di sobrietà e riduzione dei costi delle istituzioni come una sorta di precondizione, di primo passo appunto, che poi deve rendere possibile muovere con più forza e credibilità verso tante politiche». (d.b.)

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